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Dopo 14 anni di guerra civile, il Burundi va lentamente ricostruendosi (cfr pp. 26-28). Questo piccolo Paese dei Grandi Laghi ha trovato un metodo originale per rinsaldare i rapporti tra i nemici di ieri: lo sport. Nell’agosto 2008 la capitale Bujumbura ha ospitato una partita di calcio insolita: i giocatori erano personalità politiche di Ruanda e Burundi, tra i quali i presidenti Paul Kagame e Pierre Nkurunziza. La posta in gioco era la partecipazione e non la vittoria. Una sorta di: «Facciamo lo sport e non la guerra». Il 6 dicembre è stata organizzata un’altra manifestazione sportiva al servizio del riavvicinamento degli ex belligeranti: la maratona della pace tenutasi a Bujumbura. I partecipanti erano originari dei quattro Paesi della regione: R.D. Congo, Uganda, Ruanda e Burundi. Tra gli atleti spiccava l’etiope Haïle Gebressalassie (recordman della maratona) e il più grande corridore burundese di sempre, Venuste Niyongabo (medaglia d’oro sui 5 000 metri alle Olimpiadi del 1996).
Sul fronte Vip, l’ambasciatore di Francia ha optato per correre la semi-maratona di 21 km, mentre il presidente burundese e il suo omologo ugandese, Yoweri Museveni, si sono accontentati di fare il  primo chilometro. Poca cosa rispetto ai 42,195 chilometri della maratona, ma è già molto per mostrare che la pace val bene una corsa… sul lungo periodo.

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