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Da Douala il commento del caporedattore dell'«Effort Camerounais», giornale della Conferenza episcopale del Camerun

L’annuncio della visita di Benedetto XVI in Cameurn ha suscitato un’immensa gioia in Camerun, non solo tra i cattolici, ma anche tra i non cristiani. Dopo che il Papa ha annunciato solennemente la sua visita in Africa, e in particolare in Camerun e Angola, tutto il Paese è in festa. La notizia è uscita sulle prime pagine di tutti i giornali con commenti e analisi diverse. I cattolici del Camerun, che avranno l’onore di accogliere Benedetto XVI nel suo primo viaggio in terra africana, mostrano grande fierezza. Anche perché si tratta del secondo Papa che il Camerun accoglie, dopo le visite storiche di Giovanni Paolo II nel 1985 e nel 1995. In quest’ultima occasione Giovanni Paolo II aveva promulgato a Yaoundé l’Esortazione post sinodale Ecclesia in Africa.
Nel Paese c’è grande attesa. Cattolici, protestanti e anche musulmani sono unanimi nel ritenere che il prossimo viaggio di Benedetto XVI in Camerun, nel marzo 2009, sia portatore di speranza sia sul piano spirituale che sociale. Molti pensano che la visita del Papa in Camerun stimolerà un rinnovamento spirituale, grazie alla ricchezza dei messaggi che lascerà al popolo di Dio che è nel Paese.
I figli e le figlie del Camerun attendono dunque con impazienza questa visita storica del Santo Padre, che potrà senza dubbio dare la forza spirituale di cui i credenti di questo Paese hanno bisogno. Questa forza è necessaria per stimolare in loro uno spirito evangelico che permetterà di lavorare insieme per lo sviluppo del Paese e per lottare con determinazione contro le forza negative che vi sono al suo interno: sette, corruzione, sviamento di fondi pubblici che hanno provocato miserie e povertà in un Paese così ricco.

Silvestre Ndoumou è caporedattore dell’Effort Camerounais,
giornale della Conferenza episcopale del Camerun

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