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India
Mayawati, la regina
dei dalit punta su Delhi



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09/11/2008    
L’emergente della politica indiana
Mayawati la regina dei dalit
di Ashley D’Mello

TUTTI PARLANO di Naina Kumari Mayawati, la signora che è oggi il più importante leader dell'India settentrionale e ha lentamente intrapreso la scalata verso la carica di primo ministro. Uno scenario ancora futuro, e tuttavia Mayawati rimane il leader più carismatico emerso sulla scena politica indiana in anni recenti.
Gli osservatori politici la considerano la donna di maggior rilievo in politica dopo l'ex primo ministro Indira Gandhi e l'attuale presidente del Partito del Congresso, Sonia Gandhi. Continuerà la sua rapidissima ascesa nella politica indiana? Molti ritengono di sì, osservando che la gente fa già la fila per procurarsi le tessere del suo partito anche se le elezioni si terranno soltanto a maggio.
Mayawati ha percorso una lunga strada dai giorni in cui frequentava il Kalindi College a Delhi alla fine degli anni Settanta: da allora è stata insegnante, politica e leader dei poveri fino a diventare primo ministro del più grande Stato regionale indiano, l'Uttar Pradesh.
Gli osservatori sostengono che - se gioca bene le sue carte - potrebbe entrare a far parte della coalizione di governo e conquistare il secondo o il terzo posto al vertice del Paese. E dunque porsi come l'ago della bilancia nello scontro tra il Partito del Congresso, che guida la coalizione di governo uscente, e i nazionalisti hindu del Bhartiya Janata Party, che aspirano a ritornare alla guida del Paese.
L'ascesa di Mayawati al potere, con la sua numerosa folla di seguaci - finora confinati perlopiù nel Nord dell'India -, sta per spiccare un salto verso la regione occidentale del Paese. E la sua influenza è sempre più sentita anche negli Stati meridionali dell'Andhra Pradesh e del Tamil Nadu. Nel Maharashtra, il più grande Stato dell'India occidentale, il suo Bhaujan Samaj Party (Bsp) sta avanzando a passi lenti ma costanti ed è destinato a conquistare diversi seggi parlamentari nella prossima tornata elettorale. Consapevoli dell'importanza del suo partito, diversi esponenti di spicco della politica locale la stanno ora corteggiando per assicurarsi il suo appoggio.
Per meglio comprendere l'ascesa al potere di Mayawati, è importante conoscere lo scenario socio-politico del Paese e il ruolo dei dalit, i fuori casta che il suo partito rappresenta.

IN INDIA ESISTE un antico sistema di classi chiamate caste. In cima alla piramide ci sono i Bramini (classe sacerdotale), seguiti dai Kshatriya (guerrieri), dai Vaishyas (mercanti e uomini d'affari) e dai Sudra (contadini senza terra, piccoli fattori e artigiani). I dalit sono l'ultima fascia della casta dei Sudra che costituiscono dal 30 al 35 per cento della popolazione totale del Paese. In alcuni Stati la loro popolazione tocca anche il 40 per cento. Ed è a favore dello sviluppo sociale ed economico di questa classe che si batte il Bsp.
Quando un riformatore sociale di nome Kanshi Ram nel 1984 fondò un partito che rappresentava i Dalit, Mayawati era nella cerchia dei suoi più importanti collaboratori e, secondo alcuni, anche un'amica fidata. Alle prime elezioni il Bsp non ottenne alcun seggio; ma questo non li fermò e continuarono a lavorare tra la base. Così nel 1989 conquistarono il 9 per cento del voto popolare e 13 seggi in Parlamento. Rendendosi, però, conto che non avrebbero potuto ottenere margini di voto più ampi - dato che i dalit non costituivano una fascia numericamente consistente nello Stato dell'Uttar Pradesh e inoltre erano divisi in gruppi - i leader del Bsp decisero di schierarsi con altri gruppi politici e sociali. Ed è stata una scelta che ha pagato.

MAYAWATI è ormai al suo quarto mandato alla guida del governo locale in Uttar Pradesh. Un fatto reso possibile grazie a un'alleanza politica con la lobby politicamente influente della classe dei Bramini. Questa scelta ha avuto il vantaggio di portare il Bsp al potere; ma di fatto ha contribuito anche a smussare l'impegno sociale del partito, cioè la sua scelta di servire i poveri e gli oppressi.
Quando Mayawati divenne per la prima volta Chief Minister dell'Uttar Pradesh il 3 giugno 1995, partì con una spiccata retorica contro le classi alte e avviò programmi a favore degli emarginati. In agenda c'erano il progetto di riservare ai dalit incarichi governativi a ogni livello, schemi per l'istruzione dei poveri e la destinazione di lotti da coltivare a chi non possedeva terre. Nonostante i successi iniziali, però, le energie di Mayawati hanno cominciato presto a esaurirsi nella battaglia da lei condotta contro l'opposizione politica. I commentatori politici osservavano che mentre i suoi programmi per sostenere i poveri andavano avanti, la sua diatriba con gli oppositori si faceva sempre più dura.
Dopo questo suo primo incarico nel 1995 alla guida di un governo di coalizione, la leader del Bsp è divenuta di nuovo primo ministro per un breve periodo nel 1997, e poi ancora una volta nel 2002, ma questa volta grazie un'alleanza con il Bhartiya Janata Party. Questo terzo incarico è stato piuttosto controverso, dal momento che la Mayawati ha scelto di schierarsi con un partito hindu di destra con il quale molti esponenti del Bsp sono in contrasto a livello sia politico che sociale. Anche questa coalizione ha avuto, dunque, vita breve ed è caduta nel 2003.
Consapevole che per conquistare un ampio mandato era essenziale per lei schierarsi con le classi superiori, Mayawati nel 2007 si è così alleata con i bramini e ha raggiunto il potere concedendo agli hindu delle classi alte e ai musulmani posti nel suo partito. In campagna elettorale ha assicurato che avrebbe introdotto la giustizia sociale per i poveri emendando le leggi ingiuste e ha promesso di dare posti di lavoro alle classi basse. Appena insediatasi ha inferto diversi colpi al precedente governo e ha rimosso alcuni alti funzionari governativi dello Stato. È stata poi la volta delle forze di polizia: ha trasferito centinaia di alti e medi funzionari e ne ha licenziati molti altri per corruzione.
Con il passare dei mesi, però, insieme agli apprezzamenti, si contano anche sempre più critiche nei confronti delle sue prese di posizione e del suo operato. I suoi discorsi sono infarciti di attacchi alle classi alte, ma la sua azione a livello di base per aiutare i poveri sta perdendo forza. Questo non solo per la sua alleanza con le classi alte, ma anche per il fatto che la Mayawati è stata coinvolta in controversie durante le quali sono tornate a galla le accuse di corruzione nei suoi confronti.

DURANTE i suoi precedenti mandati da primo ministro sono stati scoperti casi in cui ha assegnato ai suoi favoriti posizioni di alto livello. I suoi oppositori politici nel 2003 hanno reso noto di essere in possesso di una registrazione video in cui la Mayawati chiedeva ai suoi parlamentari di trasferire denaro dai fondi elettorali forniti dal governo per opere pubbliche in ciascun collegio elettorale alle casse del suo partito. Colpita da queste critiche, la Mayawati ha assestato un duro colpo ai suoi detrattori politici e ha intrapreso oltre 140 azioni giudiziarie contro il suo principale oppositore politico - il capo del Samajwadi Party ed ex primo ministro Mulayam Singh Yadav - accusandolo di numerosi reati.
Già nel 2002 la Mayawati era rimasta coinvolta in una delle maggiori controversie della sua carriera: la truffa dell'Heritage Corridor. Ebbe inizio come progetto per migliorare le strutture turistiche nei pressi del Taj Mahal ad Agra. Il corridoio avrebbe dovuto agevolare le infrastrutture intorno al monumento, ma corsero voci che enormi fondi fossero stati dirottati altrove. E le indagini sulle accuse a suo carico sono ancora in corso.
L'anno successivo, poi, la leader del Bsp fece di nuovo scalpore celebrando il suo quarantasettesimo compleanno in maniera faraonica. La Mayawati si servì degli uffici governativi per organizzare le celebrazioni in occasione delle quali 30 mila ospiti furono invitati a un'enorme festa, presieduta da lei e dai suoi colleghi di partito. I media diedero notizia degli innumerevoli mazzi di fiori e regali riversati su di lei da ammiratori e amici. La televisione trasmise le immagini di una Mayawati in abito rosa mentre tagliava un'immensa torta salutata a gran voce dai suoi sostenitori. Tutto questo mentre oltre 300 persone morivano nello Stato a causa della morsa di freddo che attanagliava l'India settentrionale nel gennaio 2003.
È stato in questo periodo che sono iniziate le critiche. Alcuni l'accusano di essere un'esperta nella politica dei gesti: aiuta parla dei poveri per consolidare il proprio potere, facendo ben poco per migliorare le loro condizioni. I suoi tentativi di propaganda personale sono stati inoltre messi in cattiva luce. Ha fatto erigere statue del suo mentore e fondatore del partito Kanshi Ram in luoghi eminenti in cui lei compariva visibilmente sullo sfondo. E quando le è stato chiesto di giustificare questa autocelebrazione, lei si è difesa facendola passare per il sacro volere di Kanshi Ram.    

NONOSTANTE le sue colpe, però, Mayawati è emersa grazie al favore popolare. E oggi regge il braccio forte dell'amministrazione nel più grande Stato regionale dell'India che è stato a lungo tempo minato dall'instabilità politica. Prakash Joshi, un anziano commentatore politico che lavora per uno dei principali quotidiani indiani, ha affermato: «Guardate la sua amministrazione: non ha risparmiato funzionari di governo e di polizia che erano molto vicini a lei. Si è inoltre fatta valere sui suoi stessi sostenitori di partito che cercavano di trarre benefici economici dall'amministrazione statale. Tutto questo promette bene per lei e giocherà ampiamente a suo favore quando cercherà di salire altri gradini della scala politica». Se dovesse essere scritta una biografia di Mayawati, la mostrerebbe come una persona forte e determinata che riesce a farsi avanti nel mare di squali che è il sistema politico indiano. Ma raffigurerebbe anche una donna che ha nel cuore la sorte di poveri e oppressi. 

(Traduzione a cura di I. Mastroleo)



Mayawati, leader a lucknow
Mayawati è nata il 15 gennaio 1956 a New Delhi. Suo padre, Prabhu Das, era impiegato nel dipartimento governativo delle telecomunicazioni a Delhi. Si laurea e diventa insegnante. Il suo primo contatto con Kanshi Ram risale al 1977, mentre lui conduceva la sua propaganda per sollevare le sorti delle classi inferiori. Ben presto cominciò ad aiutarlo nelle sue campagne e nei progetti avviati nelle zone rurali per sostenere la gente attraverso programmi per alleviare la povertà. Quando Kanshi Ram lanciò un partito politico nel 1984, Mayawati ebbe l'occasione di candidarsi per un seggio in Parlamento. Non fu eletta, ma ci riuscì al secondo tentativo nel 1989. Nel 1995, mentre era membro del Rajya Sabha, la camera alta del Parlamento, riuscì a mettere insieme una coalizione e a conquistare il potere in Uttar Pradesh. Fu il primo dei suoi travagliati mandati come primo ministro del governo locale insediato a Lucnow. L'ultimo suo mandato è cominciato il 13 maggio 2007. È tuttora al potere e viene attualmente considerata con le carte in regola per coprire prima o poi anche a livello nazionale l'incarico di primo ministro.  z A.D.M.





Da Ambedkar a Kanshi Ram
i paladini dei fuori casta

Kanshi Ram, fondatore del Bhaujan Samaj Party, nonché fautore della comparsa di Mayawati sulla scena politica nazionale, nacque nel 1934. Fu influenzato dalle idee del leader delle caste inferiori (dalit) Babashaeb Ambedkar, dello Stato del Maharashtra. Ambedkar si era ritagliato una nicchia come leader delle caste basse in India e aveva perfino sfidato il mahatma Gandhi su questioni relative all'emancipazione dei poveri. Si convertì al buddhismo nel 1956 per sfuggire ai problemi di casta. Kanshi Ram lavorava in una fabbrica di munizioni, dove si scontrò con le discriminazioni di casta. Fondò un'associazione per la tutela sociale dei poveri nel 1971. Adottò il motto di Ambedkar per le classi inferiori: «Educa, organizza, mobilita». Ma si rese conto che le organizzazioni sociali da sole non sarebbero servite a emancipare i poveri. Perciò nel 1984 costituì un partito politico che chiamò appunto Bhaujan Samaj Party. Fu eletto membro del Parlamento e cominciò subito a far sentire la sua presenza in tutto il Paese.
Kanshi Ram godeva di un certo carisma e si impegnò a trasformare le organizzazioni sociali che aveva fondato in organismi politici. Non si lasciò sfuggire occasione per attaccare le coalizioni politiche al governo. Tuttavia i problemi di salute lo costrinsero nel 2004 a ritirarsi designando pubblicamente come sua erede Mayawati. Negli ultimi anni Kanshi Ram non compariva più in pubblico e si era ritirato in casa di Mayawati. I famigliari accusarono l'attuale leader di tenerlo prigioniero. Morì a New Delhi, il 9 ottobre 2006.   z A.D.M.



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