| 01/03/2009 Quando la fede non penetra la vita di Marco Pagani |
| 01/02/2009 La vicenda eccezionale di un sacerdote sudafricano Cyril, missionario oltre le barriere di Giorgio Bernardelli |
| 01/03/2009 Speciale/4. Tra degrado ambientale e crisi alimentare Africa, continente vulnerabile di Jean-Arsene Yao |
| 01/02/2009 Sulla via della riconciliazione e dello sviluppo Primavera burundese di Anna Pozzi |
| 31/01/2009 Il centro di accoglienza dei salesiani di Addis Abeba Una famiglia tutta casa e strada di Chiara Zappa |
Tre giovani studenti dell’università di Al Akhawayn di Ifrane, in Marocco, sono stati premiati lo scorso agosto dall’Istituto di ricerche astronomiche della Nasa, nell’ambito di un programma dell’Agenzia spaziale americana che mira all’osservazione di corpi celesti (comete o asteroidi). Zined Chaoui Aziz, Ijlal Loutfi e Hassan Bouros hanno misurato dei geoincrociatori, asteroidi potenzialmente pericolosi perché gravitano in prossimità della terra. Inoltre, i risultati delle ricerche di Hassan Bouros sono stati pubblicati dall’università di Harvard. La portata degli studi di questi giovani marocchini è tanto maggiore se si pensa che la Nasa sta mettendo a punto delle tecniche che permetterebbero di deviare la traiettoria di corpi celesti che potrebbero minacciare la Terra.
Un altro studente di soli 19 anni, delle isole Mauritius, Goswani Pursan, è stato pure lui insignito di un premio dalla Nasa. Si è infatti classificato secondo in un concorso indetto dall’Agenzia spaziale americana, grazie a un progetto per la realizzazione di un aereo futurista che dovrebbe volare attorno al 2058. In realtà, i rapporti tra la Nasa e gli africani non sono una novità. Già nel 1996, l’astrofisico maliano Cheikh Modibo Diarra partecipò attivamente alla missione Pathfinder, che attraverso una sonda compì attività di ricerca ed esplorazione su Marte.