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Pochi film hanno raccontato le Olimpiadi come Chariots of Fire («Momenti di gloria»), la pellicola del 1984 che ripercorre la storia di due atleti britannici che arrivano alla medaglia d'oro ai Giochi di Parigi nel 1924. Alla vigilia di Londra 2012 questo film premiato con l'Oscar non mancherà di fare la comparsa sui palinsesti tv, per narrare ancora le vicende parallele dello sprinter ebreo Harold Abrahams e dello scozzese Eric Liddell, il figlio di missionari che non scendeva in pista alla domenica. Ma su quest'ultima figura c'è anche un'altra storia che nel film è ridotta a poche righe nei titoli di coda e invece merita di essere raccontata per intero. Perché per Liddell, come l'alloro olimpico, anche la Cina non rimase un traguardo lontano: anche lui, infatti, partì missionario per l'Oriente; e lì morì nel 1945, in un campo di prigionia delle truppe di occupazione giapponesi.
Era nato proprio in Cina Eric, figlio di missionari della London Missionary Society, la più celebre delle società evangelical britanniche. Suo padre James Liddell vi era arrivato nel 1898: dopo un primo periodo in Mongolia, con la moglie Mary era dovuto riparare nella città portuale di Tianjin, dove nelle «concessioni», le zone extraterritoriali delle grandi potenze coloniali, anche i missionari avevano i loro quartier generali. Qui nel 1902 era nato Eric, il loro secondogenito; prima di trasferirsi a Zaoqiang, 200 miglia più a sud, nella pianura settentrionale. Erano già quelli anni molto caldi in Cina, con gli strascichi della rivolta dei Boxer. Non stupisce, dunque, la decisione dei coniugi Liddell di separarsi molto presto dai propri figli maggiori - Rob ed Eric -, per mandarli a studiare nella nativa Scozia, nel collegio per i figli dei missionari.
TRA QUELLE MURA austere erano sempre loro due ad eccellere nelle competizioni sportive. Ma la vera consacrazione per Eric arriverà quando, nel 1921, si iscriverà alla facoltà di scienze naturali dell'Università di Edimburgo. Comincerà quasi per scommessa con le gare di atletica; ma grazie ai consigli dell'allenatore Tommy McKerchar e nonostante un modo apparentemente goffo di correre, sulle piste allora ricoperte di cenere si affermerà presto come l'uomo più veloce di Scozia. In quello stesso periodo, però, nel cuore di Eric maturarono anche altre scelte importanti. Non era così scontato per un figlio di missionari seguire le orme dei genitori e il ventenne Liddell era uno che parlava ben poco della sua vita spirituale. Sì, frequentava la chiesa di Mor¬ningside a Edimburgo, ma non sembrava avere la stoffa del predicatore. Finché all'Unione evangelica degli studenti di Glasgow non venne un'idea: perché non provare a far parlare ai giovani della fede l'atleta più famoso di Scozia?
Andarono a proporgli di intervenire a un incontro in programma il venerdì successivo ad Armadale, una città di minatori. Lui rispose con molta semplicità che lo avrebbe fatto (salvo poi lottare nei giorni successivi con tanti ripensamenti). Così quella serata nell'aprile 1923 diventò la prima di una lunga serie: entrò lui stesso a far parte dell'Unione evangelica degli studenti e l'alternanza tra l'atletica e queste serate fu un passo decisivo nella scoperta della sua vocazione. «Per tutta la vita - avrebbe scritto anni dopo - sono stato attento a tenermi alla larga da impegni pubblici, ma Cristo ora poteva condurmi nella direzione opposta nonostante la mia riluttanza all'idea di procedere. A un certo punto, finalmente, decisi di puntare tutto su Cristo; dopo avermi chiamato a farlo, egli mi avrebbe anche fornito le capacità necessarie».
LE OLIMPIADI di Parigi nel 1924 furono il suo grande trionfo sportivo: avendo rinunciato a correre i 100 metri piani - la sua gara - perché la finale era in programma di domenica, partecipò ai 200 e ai 400. Conquistando prima una medaglia di bronzo nella distanza più corta e poi andando a vincere i 400 metri con il nuovo record del mondo (47 secondi e 6 decimi). Alla domenica, poi, mentre si disputava la finale dei 100, lui tenne un discorso da campione olimpico alla Chiesa scozzese presbiteriana di Parigi.
Al rientro in patria fu accolto da eroe a Edimburgo. Ma Eric ormai aveva capito che la sua corsa vera sarebbe stata lontano dalle piste. Un altro incontro determinante era stato quello con il Gruppo di Oxford, un movimento carismatico che predicava la santificazione personale nell'Inghilterra che provava a uscire dagli orrori della Prima Guerra mondiale. Nell'ottobre di quello stesso 1924, ormai laureato in scienze, andò a vivere allo Scottish Congregational College, per un anno di studi teologici: si preparava così a tornare in Cina.
L'occasione venne molto presto: a Tianjin il College anglo-cinese, la scuola per i figli della borghesia locale, aveva urgentemente bisogno di un insegnante di scienze. Così a Eric fu proposto un contratto di quattro anni come professore: durante quel periodo avrebbe avuto la possibilità di decidere se la missione sarebbe davvero stata la sua vita. Congedandosi dagli amici a Edimburgo il 29 giugno 1925 lui aveva comunque le idee già chiare: il motto che lasciò loro fu «Cristo per il mondo, perché il mondo ha bisogno di Cristo».
Per raggiungere il più in fretta possibile Tianjin rinunciò al comodo viaggio via mare e scelse la ferrovia Tran¬siberiana: in quattordici giorni era già arrivato in Cina. Il trionfo olimpico era passato da appena un anno e al College non se l'erano certo dimenticato: tra gli incarichi del non ancora ventiquattrenne professor Liddell, ci fu spazio ovviamente anche per lo sport con i ragazzi. Ogni pomeriggio era al campo con loro e non mancava di partecipare alle partite. Nei primi anni continuò a partecipare anche in Asia a qualche gara di atletica. Nell'ottobre 1928, l'anno dell'edizione successiva delle Olimpiadi, prese parte a Dairen a una gara internazionale. «C'erano le squadre olimpiche giapponese e francese, con gli allori delle vittorie riportate alle Olimpiadi di Amsterdam e in qualche modo è capitato che io vincessi nei 200 e nei 400 metri», annotò Eric, con l'umiltà di sempre. Quel giorno Liddell fece però no¬tizia soprattutto per un altro motivo: la premiazione andò per le lunghe e quando arrivò al porto la nave che doveva riportarlo a Tianjin stava già mollando gli ormeggi. Il campione non ci pensò su due volte: saltò a bordo dal ponte. I giornali ci ricamarono ab¬bondantemente sopra e in Gran Bretagna si poté così leggere che, se misurato, il balzo sarebbe stato da record del mondo...
Viveva in un ambiente coloniale come quello delle concessioni, Liddell; ma quello al College anglo-cinese per lui fu sempre un servizio educativo vissuto a tutto tondo. Fin dall'inizio animava dei gruppi biblici per i ragazzi che lo desideravano. Non fu, dunque, una sorpresa la sua scelta di trasformare il suo incarico di insegnante in un'appartenenza a tutti gli effetti alla London Missionary Society. Rientrato in Scozia per un anno di congedo e di studio il 22 giugno 1932 fu ordinato ministro del Vangelo della Chiesa congregazionalista scozzese. Due anni dopo avrebbe sposato a Tianjin Flo¬rence Mac¬Kenzie, figlia di missionari canadesi. Insieme ebbero tre figlie - Patricia, Heather e Maureen - l'ultima delle quali Eric non poté mai conoscere: nel maggio 1941, infatti, con la guerra ormai terribilmente vicina, Florence incinta sarebbe partita insieme alle bambine per il Canada.
A QUEL TEMPO di peripezie ne avevano già vissute parecchie. Nell'aprile 1930 l'amico Eric Scarlet, anche lui insegnante al College, era stato ucciso da alcuni banditi. Poi la situazione difficile nelle campagne aveva spinto la London Missionary Society a chiedere al reverendo Liddell di lasciare l'insegnamento e prendere in carico la missione di Zaoqiang, quella che era stata avviata da suo padre anni prima. Eric vi si dedicò con passione dal 1937 al 1941 (nel pieno della guerra cino-giapponese) visitando i villaggi e facendo la spola con Tianjin, dove restava la sua famiglia. A lui sarebbe poi toccato il compito triste di coordinare l'evacuazione quando i giapponesi ingiunsero ai missionari stranieri di abbandonare l'area.
LIDDELL TORNÒ A TIANJIN da dove organizzò il rientro in Canada della moglie e delle figlie. Poi, pochi mesi dopo, arrivò l'attacco giapponese a Pearl Harbour. E con l'apertura del nuovo fronte della guerra la condizione degli stranieri in Cina si trasformò in prigionia.
All'inizio i giapponesi li tennero agli arresti domicialiari nelle concessioni; poi optarono per i campi di prigionia. Nel marzo 1943, così, Eric si unì all'ultimo convoglio in partenza per il "Centro di raccolta dei civili" di Weifang. I giapponesi pretesero che i prigionieri organizzassero autonomamente il campo; impresa non facile anche perché con il progredire della guerra le condizioni di vita si facevano sempre più dure. In quei frangenti Liddell non smise mai di essere missionario, disponibile verso tutti. In particolare si prese cura degli adolescenti, per i quali continuava a organizzare gare sportive e a riparare all'infinito mazze da hockey su prato ormai logore. Per loro alla fine avrebbe ceduto anche sulla questione che lo aveva reso celebre: dopo che una domenica una partita in assenza di adulti si era trasformata in rissa, Eric accettò di scendere in campo la settimana successiva nel Giorno del Signore per arbitrare. Né lui né nessun altro immaginavano, quel giorno, che un tumore al cervello (probabilmente accelerato dalle dure condizioni di vita nel campo) aveva iniziato a consumarlo.
Morì il 21 febbraio 1945, ma la moglie e le figlie in Canada lo appresero solo in maggio.
«Negli anni più recenti - disse di lui un collega insegnante del College nella commemorazione funebre che si tenne a Weifang - Eric aveva posto molta enfasi sull'insegnamento del Discorso della montagna che, secondo la sua convinzione, incorporava un modo di vivere pratico, certamente l'unico per un cristiano. Un altro dei suoi passi preferiti era il tredicesimo capitolo della Prima lettera ai Corinti». «L'amore è ricolmo di speranza, ricolmo di paziente sopportazione; l'amore non viene mai meno», aveva scritto il reverendo Liddell parafrasando questa celebre pagina della Scrittura. Parole in cui probabilmente è riassunto il segreto di una vita corsa con generosità per annunciare il Vangelo.
Cronologia
1902 Eric Liddell nasce il 16 gennaio a Tianjin dove il reverendo James Liddell e sua moglie Mary si trovano in missione per conto della London Missionary Society.
1908 Eric, insieme al fratello maggiore Rob, rientra in Scozia per studiare nel collegio dei figli dei missionari.
1920 Si iscrive alla facoltà di scienze naturali all'Università di Edimburgo dove inizia la sua attività sportiva.
1924 Alle Olimpiadi di Parigi vince la medaglia d'oro nei 400 metri piani e quella di bronzo nei 200.
1925 Nel mese di luglio parte per la Cina: viene destinato all'insegnamento presso il College anglo-cinese di Tianjin.
1932 Completati gli studi al College Congregazionalista scozzese, Eric Liddell viene ordinato ministro del Vangelo.
1934 A Tianjin sposa Florence MacKenzie, figlia di missionari canadesi: insieme avranno tre figlie.
1937 Nel pieno della guerra sino-giapponese la London Missionary Society destina Eric Liddell all'area rurale di Zaoqiang da dove verrà espulso nel 1941.
1943 Insieme agli altri inglesi che ancora si trovano a Tianjin viene deportato nel campo di prigionia di Weifang.
1945 Il 21 febbraio Eric Liddell muore improvvisamente a Weifang a soli 43 anni per un tumore al cervello probabilmente reso più fulmineo dagli stenti patiti durante la prigionia.
Un libro e la sua memoria in Cina
Il successo riscosso dall'epopea sportiva narrata dal film "Momenti di gloria" ha portato a riscoprire anche la vicenda missionaria di Eric Liddell. Tutta la sua storia - ad esempio - è narrata nel libro di David McCasland "Eric Liddell. Momenti di gloria", pubblicato anche in italiano dalle Edizioni Gbu di Chieti, la casa editrice legata ai Gruppi biblici universitari, che sono il ramo italiano dell'International Fellowship of Evangelical Students (dal volume di McCasland sono tratte le notizie proposte in queste pagine). Il ricordo di Liddell è, però, mantenuto vivo anche da alcuni luoghi particolarmente significativi. A Edimburgo la chiesa di Morningside, quella che veniva frequentata da Eric e da suo fratello Rob, è diventata oggi l'Eric Liddell Center al cui interno alcune fotografie ricordano i momenti più significativi della vita del missionario-campione. Ma anche in Cina negli ultimi anni è stata riscoperta la memoria di Liddell: a Weifang il sito del campo di prigionia dove l'ex atleta scozzese morì è oggi una scuola secondaria. E vicino al campo sportivo a lui intitolato dal 1990 un cippo ne ricorda la storia accompagnata dal versetto biblico "Si alzano in volo come le aquile. Corrono e non si stancano" (Isaia 40,31). Nella scuola di Tianjin dove Liddell insegnò, invece, è esposta una medaglia che conquistò nel 1929 durante una competizione sportiva in Cina insieme alla versione cinese di un suo scritto spirituale intitolato "Le discipline della vita cristiana".