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Nelle chiese l’entusiasmo è amplificato. A Saint Mary si organizzano eventi parrocchiali, manifestazioni folkloristiche e, soprattutto, l’annuale Festival delle Famiglie

C'è la giornata della parrocchia e la domenica della missione, l'annuale Family Festival e un'incredibile numero di ricorrenze celebrate con abbondanza di musica e colori dalle tante comunità etniche che frequentano la chiesa. Nella parrocchia di Saint Mary, a Dubai, festeggiare è un'esperienza ordinaria. Basterebbe vedere l'allegria con cui le Messe del fine settimana sono animate dai cori parrocchiali: una ventina di ensemble alcuni dei quali di livello notevole (tanto da essere ammessi a manifestazioni canore «civili», come è successo al Dubai Vocal Ensemble della comunità filippina).
Negli Emirati Arabi - Vicariato apo¬stolico del Sud Arabia, circa 650 mila cattolici su una popolazione di otto milioni - la fede cristiana deve essere vissuta con di¬screzione e secondo regole precise. Da queste parti si parla di «basso profilo», visto che è necessario non indisporre gli «ospiti» musulmani: niente processioni pubbliche, niente campane o simboli religiosi troppo evidenti. All'interno delle parrocchie, però, la gioia e la vitalità dei fedeli si esprimono con entusiasmo amplificato.
L'allegria diffusa può sorprendere, viste le limitazioni e le difficoltà che i fedeli, in quanto immigrati, devono fronteggiare ogni giorno: leggi rigorose per i lavoratori stranieri e zero opportunità di accedere alla cittadinanza. Una quotidianità che, per molte famiglie, è sinonimo di precarietà e a volte di disagio, oltre che di instabilità economica. Ma i parrocchiani non si stancano di ripetere, con semplicità, che «a Dubai possiamo praticare la nostra fede senza grossi problemi e le autorità sono molto collaborative: non è strano che siamo gioiosi».

SARÀ LA FRESCHEZZA di una Chiesa giovane, la fede vissuta con un forte senso d'identità - la parrocchia è un po' la casa di chi vive lontano dalla patria - o anche l'incredibile mix di riti, tradizioni religiose e nazionalità che vive la comunità cristiana negli Emirati: sta di fatto che a Saint Mary non solo le celebrazioni sono una festa, ma il ritrovarsi a pregare è anche sempre occasione per successivi momenti conviviali, informali o organizzati. Tra le tante ricorrenze «ufficiali», a maggio spicca la Festa dei Fiori cara alla numerosa comunità filippina, con la folkloristica processione della Santa Cruzan che rievoca il ritrovamento della croce di Cristo da parte di Santa Elena, la Reyna Elena che sfila alla testa delle sagalas, ragazze in costumi tradizionali.

MA LA MANIFESTAZIONE che per la parrocchia di Saint Mary rappresenta l'appuntamento più atteso, quello che più coinvolge tutte le fasce d'età e i rappresentanti di ogni comunità etnica, è il Family Festival, una due giorni dedicata, appunto, alle famiglie, a cui partecipano ogni anno migliaia di parrocchiani. Il programma include tornei sportivi e gare di danza, sfide tra rockband giovanili e giochi per i bambini (dai gonfiabili a tema biblico al rodeo in miniatura), il tutto reso più gustoso dagli stand gastronomici con specialità locali e di tutto il mondo.
«L'idea alla base dell'iniziativa è avere l'opportunità di riunire tutte le comunità che fanno riferimento alla parrocchia per fare festa sotto lo stesso tetto e celebrare il dono dell'unità», spiega Lloyd Misquitta, 31enne originario del¬l'India ma cresciuto a Dubai, che è catechista dei giovani di Saint Mary e membro del Consiglio pastorale. «In una prospettiva più ampia, crediamo che tutte queste comunità facciano parte di una famiglia che appartiene a un solo corpo, quello della Chiesa, che ognuno di noi contribuisce a rafforzare». Il Festival, la cui ultima edizione ha avuto luogo a gennaio intorno al tema «Una famiglia, una comunità, un mondo», ha anche lo scopo di venire incontro ai bisogni dei nuclei «meno privilegiati», attraverso il ricavato delle iniziative.
La gioia di incontrarsi, a Saint Mary come nelle altre parrocchie degli Emirati Arabi, è rafforzata dalla ricchezza delle realtà associative ecclesiali, che puntano all'animazione spirituale con i carismi più variegati: si va dai moltissimi gruppi di preghiera, spesso carismatici, a quelli rivolti alle coppie - primo fra tutti Couples for Christ - o ai giovani - dal diffusissimo Jesus Youth al gruppo Giovani adulti di Jebel Ali, periferia di Dubai -, fino alle associazioni su base linguistica o etnica: malayalam e tagalog, araba o inglese, konkani, tamil e moltissime altre.
E per capire come la varietà tipica di queste Chiese doni un sapore speciale a ogni iniziativa, basta scorrere la lista dei partecipanti all'ultimo festival sportivo di Saint Mary: ai tornei di basket e pallavolo, calcio, badminton e tennis tavolo, si sono affrontati il team della scuola parrocchiale, gestita dalle comboniane, e quello di Jesus Youth adolescenti, così come la squadra «nazionale» di Goa, i giovani del catechismo e anche una squadra mista che si è scelta l'eloquente nome di «Babylon». Dice molto della «filosofia» della comunità pure il titolo scelto per il programma di attività estive parrocchiali: «Having fun», cioè «divertirsi». La fede, per le famiglie cristiane negli Emirati, si accompagna sempre a un sorriso. E spesso a una sonora risata, nonostante tutto. ❚

 

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