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La sfida di Chen, dissidente cieco
Chen Guangcheng, dissidente cieco che da anni si batte contro gli aborti forzati, è fuggito dagli arresti domiciliari. Sarebbe nascosto a Pechino. Ha indirizzato un messaggio di denuncia al Premier

Chen Guangcheng, dissidente cieco che da anni lotta contro gli aborti forzati e la corruzione, sarebbe nell'ambasciata americana a Pechino. Fonti non confermate sostengono che l'uomo sia sotto la protezione di Washington, ma il Dipartimento di Stato Usa per ora non conferma né smentisce. Secondo un altro celebre dissidente, Hu Jia, «è una mossa perfetta. Fra meno di una settimana arriveranno in Cina Hillary Clinton, Segretario di Stato americano, e il ministro del Tesoro Geithner. Il Partito non potrà usare la violenza». 

Secondo Hu, inoltre, «la fuga di Chen è del tutto legale, dato che lui non è sottoposto ad alcun regime detentivo. Chiedere l'aiuto americano in questo periodo è molto intelligente: in vista delle elezioni presidenziali di novembre, sia i democratici che i repubblicani non vogliono fare passi falsi. E consegnare un dissidente al Partito comunista sarebbe un errore terribile. Sono fiducioso per lui». 

Tuttavia, la situazione della famiglia del dissidente non è buona. Chen Guangfu, il fratello maggiore, e suo figlio Chen Kegui sono stati arrestati. Il ragazzo è stato ferito dagli agenti. Sotto la custodia della polizia anche il cugino del dissidente, Chen Guangcun, e suo figlio Chen Yua. Guo Yushan, dissidente che ha aiutato Guangchen a fuggire, è sotto lo stretto controllo di un gruppo di agenti in borghese. 

Subito dopo la fuga, Chen Guangcheng ha registrato un video indirizzato al premier Wen Jiabao in cui chiede giustizia per sé e per l'immagine della Cina. 

Asia News offre il testo completo del messaggio video (in italiano) registrato dall'attivista. 

 

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