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27/04/2012 Chiese nella bufera
Cina, torna lo spettro dello scisma
di Gerolamo Fazzini
Preoccupa la catena di recenti episodi di disobbedienza al Papa: ordinazioni episcopali illecite e partecipazione alle cerimonie di vescovi in comunione col Papa. Il card. Tong cerca il dialogo, Asia News attacca, la Santa Sede non molla

 

Il cardinale John Tong Hon, vescovo di Hong Kong, spera che la nuova leadership cinese che sarà eletta a Pechino a fine anno si impegni in un “dialogo sincero” con la Chiesa cattolica e la Santa Sede. Lo ha riferito ai giornalisti dopo aver preso possesso della sua chiesa titolare a Roma, nei giorni scorsi. “Confido nel dialogo. Nessun problema può essere risolto senza un sincero dialogo, che miri a trovare una soluzione vantaggiosa per tutti. Speriamo in un progresso delle relazioni con la nuova leadership e preghiamo per questo”, ha dichiarato. 

Alla domanda sull’ordinazione nella provincia di Sichuan del 19 aprile, nel sudovest della Cina, durante la quale un vescovo scomunicato ha partecipato alla cerimonia di ordinazione del nuovo vescovo di Nanchong (approvato dal Papa), il cardinale Tong ha descritto la vicenda “spiacevole”. Duro nella sostanza, il cardinale Tong usa un linguaggio più morbido e un approccio più soft del suo predecessore, il cardinale Joseph Zen. L’intervista concessa a Vatican Insider, dalla quale abbiamo ripreso le frasi citate, lo dimostra.

Non nutre speranze del genere l’agenzia Asia News, il cui direttore, padre Bernardo Cervellera, missionario del Pime, ha scritto un durissimo commento sulle ingerenze politiche negli affari ecclesiali che il governo di Pechino continua a commettere. Cervellera denuncia un ritorno di fiamma del maoismo, una regressione ideologica le cui conseguenze sarebbero gravissime per la Chiesa e non solo.  

 

Della delicatissima vicenda della Chiesa cinese si torna a parlare in questi giorni, dopo le ultime ordinazioni episcopali che hanno provocato sconcerto tra i fedeli. Il rischio dello scisma è ormai più che una mera eventualità. Persino un osservatore  pacato quale padre Angelo Lazzarotto del Pime denuncia lo spettro dello scisma da Roma della Chiesa cinese nel suo ultimo libro “Quale futuro per la Chiesa in Cina?” (Emi). Nel volume l'autore fa una drammatica ricostruzione della crisi che mette a rischio la vita stessa della Chiesa in quel grande paese. Analizzando la politica religiosa perseguita dal regime nei passati decenni, evidenzia tuttavia la provvidenziale crescita della piccola comunità cattolica pur fra le molteplici difficoltà in cui si dibatte. Una crescita documentata, ad esempio, dal numero di Battesimi che ogni anno, nonostante tutto, vengono amministrati nella Repubblica Popolare Cinese.

Dopo gli ultimi gravi episodi di disobbedienza al Papa (ordinazioni episcopali illegittime e partecipazione di vescovi legittimi a tali eventi), la Santa Sede è tornata a pronunciarsi, dichiarando esplicitamente che “l’evangelizzazione non può avvenire sacrificando elementi essenziali della fede e della disciplina cattolica”.

Lo si legge nel  comunicato finale, emesso il 26 aprile, alla conclusione dell’incontro della Commissione vaticana per la Chiesa in Cina istituita nel 2007. Ecco i passaggi salienti del documento: “Dal 23 al 25 aprile corrente si è riunita in Vaticano, per la quinta volta, la commissione che il papa Benedetto XVI ha istituito nel 2007 per studiare le questioni di maggiore importanza, riguardanti la vita della Chiesa cattolica in Cina. [...] I partecipanti hanno approfondito il tema della formazione dei fedeli laici, in vista anche dell’Anno della Fede, che è stato indetto dal Santo Padre dall’11 ottobre 2012 al 24 novembre 2013. [...] Nel corso della riunione, lo sguardo si è poi rivolto ai pastori e, in particolare, ai vescovi e ai sacerdoti che sono detenuti o soffrono ingiuste limitazioni nel compimento della loro missione. Si è espressa ammirazione per la fermezza della loro fede e per la loro unione con il Santo Padre. Essi, in modo speciale, necessitano della preghiera della Chiesa, per affrontare le loro difficoltà con serenità e nella fedeltà a Cristo.

La Chiesa ha bisogno di buoni vescovi. Essi sono un dono di Dio per il suo popolo, a favore del quale esercitano l’ufficio di insegnare, santificare e governare. Sono inoltre chiamati a donare ragioni di vita e di speranza a tutti coloro che incontrano. Essi ricevono da Cristo, attraverso la Chiesa, il loro compito e la loro autorità, che esercitano in unione con il romano pontefice e con tutti i vescovi sparsi nel mondo.

A proposito della situazione specifica della Chiesa in Cina, si è notato che persiste la pretesa degli organismi, chiamati “Un’Associazione e Una Conferenza”, di porsi al di sopra dei vescovi e di guidare la vita della comunità ecclesiale. Al riguardo, restano attuali e di orientamento le indicazioni, offerte nella lettera del papa Benedetto XVI (cfr. n.7), e ad esse è importante attenersi, perché il volto della Chiesa risplenda con chiarezza in mezzo al nobile popolo cinese.

Tale chiarezza è stata offuscata dagli ecclesiastici che hanno ricevuto illegittimamente l’ordinazione episcopale e dai vescovi illegittimi che hanno posto atti di giurisdizione o sacramentali, usurpando un potere che la Chiesa non ha loro conferito. Nei giorni scorsi, alcuni di loro hanno partecipato a consacrazioni episcopali autorizzate dalla Chiesa. I comportamenti di questi vescovi, oltre ad aggravare la loro posizione canonica, hanno turbato i fedeli e spesso hanno forzato la coscienza dei sacerdoti e dei fedeli che vi sono stati coinvolti. Inoltre detta chiarezza è stata offuscata dai vescovi legittimi, che hanno partecipato a ordinazioni episcopali illegittime. Molti di loro hanno chiarito la propria posizione e hanno chiesto scusa, e il Santo Padre li ha benevolmente perdonati; altri invece, che pure vi hanno preso parte, non hanno ancora fatto tale chiarificazione e sono quindi incoraggiati ad agire quanto prima in tal senso.

I partecipanti alla riunione plenaria seguono con attenzione e con spirito di carità questi penosi avvenimenti e, pur consapevoli delle particolari difficoltà della situazione presente, ricordano che l’evangelizzazione non può avvenire sacrificando elementi essenziali della fede e della disciplina cattolica. L’obbedienza a Cristo e al successore di Pietro è il presupposto di ogni vero rinnovamento, e ciò vale per tutte le componenti del popolo di Dio. Gli stessi laici sono sensibili alla chiara fedeltà ecclesiale dei propri pastori. [...] La commissione infine ricorda che il 24 maggio prossimo, memoria liturgica della Beata Vergine Maria Aiuto dei Cristiani e giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, sarà un’occasione particolarmente propizia per tutta la Chiesa per invocare energia e consolazione, misericordia e coraggio, per la comunità cattolica in Cina”.

 

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