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Un’iniziativa piccola ma significativa a Parintins in Brasile

Quando la Provvidenza scrive dritto su righe storte: a partire da un episodio di violenza è sorto un progetto di solidarietà, “micro” ma interessante.

Siamo a Parintins, Amazzonia brasiliana. Fernando, padre di sei figli, di professione è muratore. Dopo aver eseguito un paio di lavoretti (nei tempi e costi previsti) per conto di padre Vincenzo Pavan (nella foto), stringe amicizia col missionario del Pime, conosciuto per caso. Con lui lavorano i figli, obbedienti ed educati. «I guai - racconta padre Pavan - sono iniziati quando Fernando, tornando a casa una sera, viene assalito e rimedia una coltellata da una persona che voleva rubargli il cellulare».

Il taglio è profondo e la convalescenza necessariamente diventa molto lunga: avendo il padre ammalato, i figli portano avanti piccoli lavori. «Un giorno - continua il missionario - vennero a chiedere un prestito di 2.000 reais per comperare una moto usata, per portare il papà dal medico, in ospedale o in città. In breve tempo saldarono il loro debito e il papà, che prima veniva solo trasportato, cominciò ad usarla lui stesso. Così i figli vennero a chiedere un altro prestito per comperare un’altra moto, stavolta per loro. Siccome conoscevo la famiglia e avevo visto che due di essi abitavano in casa col papà e un altro a casa della suocera, pur essendo sposati, ho fatto loro una proposta: perché non tentiamo di fare delle casette? Potreste vivere meglio e stare uniti lo stesso. Pensateci». Il giorno dopo, insieme al papà, mi comunicano di aver accettato la proposta.

Così è nata l’idea: quattro casette vicine su quattro terreni uniti: il villaggio della famiglia Oliveira. Ma, una volta sparsa la voce, il numero dei “pretendenti” è aumentato.

Da qui l’idea di varare il progetto “Una famiglia, una casa” che prevede la realizzazione di sei casette costruite secondo uno schema molto semplice e privo di qualsiasi superfluo. In futuro, i proprietari potranno abbellire e ingrandire la casa, a seconda delle proprie possibilità.

Per ottimizzare i costi, le strutture sono state progettate bifamiliari e ogni abitazione avrà la superficie di circa 70 metri quadri. Al momento della consegna della casa, ogni proprietario dovrà firmare un contratto con cui si impegna a versare un modesto affitto per cinque anni, come riscatto della casa stessa. Nell’arco di quel periodo l’importo versato sarà di circa tremila euro. Una volta saldato il debito, il proprietario riceverà il documento di proprietà riguardante la casa e il terreno.

Pensiamo di introdurre una clausola secondo la quale non sarà possibile vendere la casa per un periodo di dieci anni. Non solo: si è anche stabilito che il contributo richiesto non copra tutto il costo/valore della casa, purché i futuri proprietari si impegnino a collaborare con una parte della spesa e con il lavoro.

La costruzione di queste casette, oltre a soddisfare l’esigenza primaria di sei famiglie prive di alloggio, vuole essere un punto di partenza e un esempio per tutta la popolazione più povera di Parintins. Nella comunità locale il progetto servirà a incentivare l’iniziativa personale e a rafforzare la dignità delle famiglie, mettendole in condizioni di accedere ad un alloggio degno di tale nome. 

 

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