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24/10/2011 oltre 500 le vittime
Bangkok sott’acqua: la protesta
Un pool di legali potrebbe promuovere una “class action” contro il governo, per i danni provocati dalle alluvioni che dal luglio scorso colpiscono la Thailandia.

Quasi 10 milioni di metri cubi di acqua minacciano di inondare il centro di Bangkok attorno alla metà di novembre.

Le autorità hanno elaborato un piano di emergenza per far defluire la massa e preservare il cuore economico e commerciale della capitale. Intanto un gruppo di legali potrebbe promuovere una “class action” contro il governo, imputato numero uno per i danni provocati dalle alluvioni che, dal luglio scorso, hanno martoriato la Thailandia. L’opposizione invoca le dimissioni dell’esecutivo e di Yingluck Shinawatra, peraltro entrata in carica quando erano già iniziate la piogge monsoniche. Di contro, la premier conferma di non aver alcuna intenzione di dimettersi: continuerà a lavorare, spiega, per il bene del Paese e liquida con un’alzata di spalle la minaccia di un’azione legale.

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Sullo scenario complessivo del post-alluvione leggi questa analisi di Stefano Vecchia da Bangkok, che apparirà su Mondo e Missione di dicembre.

 

L'APPELLO DI PADRE PELOSIN

«La situazione qui a Bangkok è molto precaria – ci scrive padre Adriano Pelosin -. È arrivato un mare di acqua dal nord. Già alcune aree sono alluvionate e si prevede che l’alluvione durerà per più di un mese. Ma per grazia di Dio e della Madonna della Misericordia (Pramae Mahakarun) a cui la nostra chiesa è dedicata, noi e i bambini siamo all’asciutto. A due chilometri a ovest della nostra residenza è arrivata l’acqua dell’alluvione, così come ad un chilometro a est  e a quattro chilometri a nord. Pregate perché la Madonna continui a proteggerci». E continua: «Manca cibo e acqua nei negozi. Fortunatamente noi abbiamo fatto una buona scorta. Abbiamo accolto anche alcuni sfollati nella nostra casa. Io, insieme ad alcuni cristiani, vado ogni giorno in un centro di sfollati che accoglie 2500 persone per dare assistenza . I thailandesi si stanno veramente aiutando con tanta dedicazione e calma».

Padre Adriano lancia un appello alla solidarietà. Chi può aiutarci contatti l’Ufficio Missionario di Vicenza “Un Ponte sul Mondo Onlus”a questa mail: unpontesulmondo@vicenza.chiesacattolica.it

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