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Favelas: museo a cielo aperto
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I graffiti delle baraccopoli di Rio raccontano la realtà quotidiana. E adesso grazie a una ong diventano anche un monumento cittadino

Cantagalo, Pavao e Pavaozinho: tre favelas di Rio, a ridosso del più famoso quartiere Copacabana (rinomata spiaggia cittadina), il cui nome è stato legato in passato quasi esclusivamente a drammatici fatti di cronaca, come sparatorie tra gang, spaccio di droga, violenza.

Da anni ci sono però realtà che lavorano per combattere contro questa violenza, e anche per riscattare i quartieri e renderli più vivibili e meno pericolosi per gli stessi abitanti. L'ong Museu da favela è una di queste realtà: lavora con l'obiettivo anche di far conoscere e preservare come un patrimonio immateriale il modo di vita della gente delle favelas. Presente in questi quartieri dal 2008, un anno dopo l'arrivo delle UPP, le Unità di polizia pacificante (forze di polizia speciali che dovrebbero garantire la sicurezza nelle favelas), il Muf ha coinvolto 20mila persone tra iniziative e attività, per aprire questi quartieri ai visitatori di tutto il mondo. Non solo turisti stranieri: anche, e soprattutto, gli stessi brasiliani, a partire dai cittadini dei quartieri benestanti. Che qui non mettono mai piede: in questi quartieri dormitorio la migrazione quotidiana è a senso unico.

Grazie al sostegno del Muf, gli artisti e i grafittari di Cantagalo, Pavao e Pavaozinho hanno decorato i labirinti di vicoli e abitazioni precarie che coprono 12 ettari di città, creando un circuito di un centinaio di casas - telas, che raccontano la quotidianità  nelle favelas: lo stile, l'onnipresenza della musica, i presidi dei poliziotti e le storie dei personaggi più conosciuti e caratteristici.

Il risultato è una galleria d'arte popolare, un percorso "guidato" alla scoperta delle favelas, insomma, un museo a cielo aperto, che grida voglia di pace, e che dimostra tutta la volontà delle baraccopoli di entrare a pieno titolo nella vita della città, togliendosi di dosso l'epiteto di quartieri pericolosi, prede di narcotrafficanti e malavitosi. I murales ricordano inoltre che ciò che contraddistingue la vita di Rio (la samba, la capoeira, l'arte) arrivano dai quartieri popolari come questi.

L'iniziativa ha lasciato il segno: Rio ha deciso di dichiarare il Muf "monumento cittadino". E ha invitato tutti i cittadini a riscoprire questa parte della città.

 

In questo video la presentazione del "Museu da favela" da parte del presidente dell'ong

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