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04/04/2011 Bioetica
India: sempre piu' aborti "rosa"
Crescono le interruzioni di gravidanza selettive contro le bambine. Unico argine, la comunita' cristiana: nel Mizoram (85% cristiani) tale turpe pratica non esiste

Nuovo allarme demografico (e bioetico) in India. Le ultime cifre del censimento nazionale, rese note nei giorni scorsi, indicano che sta aumentando il divario tra nuovi nati maschi e nuove nate femmine in seguito dell’aumento dell’aborto selettivo che colpisce le bambine non ancora nate.

Se, infatti, il normale scarto tra i due sessi tra 0 e 6 anni è di 950 bambine ogni 1000 maschietti, nella più vasta democrazia del mondo tale indice è crollato a 914 su 1000.

Da rilevare che, rispetto al censimento di 10 anni fa, la differenza numerica è drammaticamente cresciuta, visto che nel 2001 si era a 927 su 1000.

Una nota non indifferente: nello Stato dello Mizoram, uno di quelli in cui la presenza cristiana è più diffusa (siamo all’85% degli 891 mila abitanti), si registra il minor tasso di scarto tra bambini e bambine (971), ovvero gli aborti sono praticamente inesistenti, visto che l’indice demografico è superiore alla normalità.

Altri Stati hanno quote molto più basse e terribili: nell’Haryana si scende addirittura a 774. La capitale New Delhi si attesta al 866.

Il Wall Street Journal, che ha dedicato un ampio articolo a questa vicenda, indica alcuni mezzi concreti tramite i quali l’aborto selettivo contro la bambine si è notevolmente accresciuto: gli strumenti portatili per realizzare ecografie.
In questo modo le famiglie possono più  facilmente capire quale sarà il sesso del nascituro e abortire di conseguenza.

Come noto, nella cultura indiana i maschi sono forieri di ricchezza e potere, mentre la donna vive ai margini della società e a causa della dote matrimoniale costituiscono un peso spesso insopportabile per le famiglie.

A nulla vale una legge federale che dal 1994 ha messo al bando gli aborti selettivi. E che tale emergenza sia sentita come tale non solo da soggetti prolife lo sostiene Ravi Verma, direttore dell’ufficio asiatico dell’International Center for Research on Women: “Il tema della discriminazione è uno dei più radicati nella società indiana. Con il declino della fertilità diventa più forte la preferenza per il figlio maschio”.

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