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Insegue il suo sogno da quasi due anni, quello di creare una sorta di Stati Uniti d'Africa. E lo scorso primo marzo il presidente libico Muammar Gheddafi (nella foto) è riuscito parzialmente nel suo intento. A Sirte - dove nel settembre '99 aveva per la prima volta lanciato l'idea - ha convocato un summit straordinario di due giorni dell'Organizzazione per l'unità africana (Oua) per accelerare la nascita dell'Unione africana, concepita sul modello europeo. Per diventare realtà il progetto dovrebbe essere sottoscritto da 36 dei 53 Stati che conta l'Oua. Ma, stando a quanto dichiarato dal suo segretario, il primo marzo solo 31 l'avevano "ratificato o dichiarato la loro intenzione a farlo". Alla corrente di Gheddafi, che spingeva per un'approvazione rapida, si è opposto un gruppo di "legalisti". Risultato: un ambiguo compromesso. Il 2 marzo, infatti, veniva "dichiarata solennemente la creazione dell'Unione africana per volontà unanime degli stati membri", ma "le condizioni giuridiche saranno riempite a partire dall'apposizione del trentaseiesimo strumento di ratifica".
A quel punto, la proclamazione solenne dell'entrata in vigore dell'Unione africana verrà fatta a Sirte. Ma nonostante l'insistenza e la fretta di Gheddafi, non sembrano in molti a credere nell'efficacia concreta di questa Unione teorica.