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Come si ritrova a pregare una comunità cristiana dopo che sette giorni prima durante la liturgia domenicale un commando di fondamentalisti islamici ha fatto irruzione nella chiesa dando il via a un sequestro conclusosi con 58 morti?
L'agenzia d'informazione cattolica inglese Independent Catholic News - rilanciando fonti locali - racconta la giornata di ieri alla chiesa siro-cattolica di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Baghdad. Racconta la celebrazione eucaristica in un edificio al cui interno sono ancora ben visibili i fori delle pallottole e le macchie di sangue. Padre Mukhlis ha iniziato la celebrazione dicendo che si sarebbe pregato per le vittime della strage ma anche per gli assalitori: «Compireno questo strano genere di preghiera - ha spiegato - perché Cristo ci dice: "Amate i vostri nemici". Pregheremo anche per coloro che hanno assaltato la nostra chiesa e sparso il sangue dei nostri martiri».
All'interno della chiesa i fedeli hanno posto delle candele accese a formare una grande croce luminosa, accanto ai nomi di tutte le persone uccise nella strage della scorsa settimana.
Padre Mukhlis ha parlato anche della questione della sicurezza dei cristiani a Baghdad, reso ancora più drammatico dalle nuove kinacce avanzate da Al Qaeda. «Nessun politico, nessuno Stato e nessuna altro possono proteggerci - ha detto amaramente il religioso -. Solo Dio lo può fare».
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