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Ban Ki-moon, segretario generale dell'Onu
Ban Ki-moon, segretario generale dell'Onu
14/09/2010
Onu, 40 miliardi contro la povertà

40 miliardi di dollari che «permetteranno di salvare 16 milioni di vite umane». Questo, in sintesi, il risultato dell'Assemblea Generale dell'Onu che si è conclusa mercoledì a New York. «I beneficiari principali di queste donazioni saranno donne e bambini» - ha detto il Segretario generale Ban Ki-Moon -  «che sono un elemento determinante per raggiungere gli obiettivi di sviluppo che ci siamo posti».

Clicca qui per leggere il documento finale del summit.

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Sono ben 192 i capi di stato invitati a New York dal 20 al 22 settembre dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon per partecipare all'Assemblea Generale. L'obiettivo dell'incontro sarà quello di «fissare una agenda d'azione comune» che porti i governi a «intensificare gli sforzi per raggiungere gli obiettivi fissati nel 2000», dato che «il mondo possiede ora la consapevolezza e le risorse adatte per farcela», ha dichiarato il segretario dell'Onu.

Gli otto target fissati dieci anni fa durante il Vertice del Millennio riguardano molti aspetti della vita globale tra cui la lotta alla povertà, il diritto all'istruzione e la riduzione della mortalità infantile (clicca qui per leggere tutti gli otto Millennium Development Goals). La «Millennium Campaignc ha come termine ultimo il 2015 ma, se è vero che ancora gli obiettivi non sono ancora stati raggiunti, gli ultimi mesi hanno comunque fatto registrare qualche piccolo passo in avanti. La Fao - ad esempio - ha annunciato che, negli ultimi dodici mesi, le persone soggette a fame e povertà sono diminuite. Si è passati da 1 miliardo e 20 milioni a 925 milioni, con una diminuzione del 9,3% (la "soglia di povertà" considerata è chi vive con meno di 1,25 dollari al giorno). Va comunque precisato che quello diffuso lo scorso anno era stato una dato record: era la prima volta nella storia dell'umanità che gli affamati superavano la soglia del miliardo. Ed era il risultato della gravissima crisi alimentare causata dall'impennata dei prezzi delle materie prime agricole registrata nell'estate 2008.

«La recente crisi economica ha comunque influito», ammette l'Onu, «accentrando le attenzioni dei governi più sulle emergenze locali che globali» (clicca qui per leggere il report 2010 in pdf).  Ban Ki-moon resta però fiducioso: «Non dobbiamo deludere quei miliardi di persone che guardano alla comunità internazionale fiduciosi che mantenga la promessa di un mondo migliore. Ed è proprio per questo che ci incontreremo a settembre: mantenere la promessa» ed evitare un «fallimento sul piano concreto e morale».

Nei giorni precedenti al summit si terranno anche le iniziative di «Stand Up! Take Action!», la manifestazione mondiale che chiede di «alzarsi in piedi» per ricordare ai governi l'impegno dei Millennium Development Goals. L'anno scorso parteciparono 173 milioni di persone, di cui oltre ottocentomila solo in Italia. Gli «Stand Up Days 2010» sono stati anticipati a settembre proprio per precedere l'assemblea generale delle Nazioni Unite e si terranno da venerdì 17 a domenica 19 (clicca qui per consultare l'elenco delle iniziative in Italia).

Intanto, proprio in questi giorni, la Focsiv (la federazione delle ong cattoliche italiane attive sul fronte della cooperazione internazionale) ha presentato i risultati del Barometro della Solidarietà Internazionale degli italiani, uno studio condotto dalla Doxa che indaga sugli «orientamenti, le tendenze e le variazioni nel tempo delle opinioni degli italiani in materia di solidarietà internazionale». Ai primi posti nell'interesse dei cittadini risultano esserci problematiche come la disoccupazione, la fame nel mondo e la pace globale, che sono strettamente legate (la seconda in particolare) agli otto Mdg dell'Onu. Dal proprio sito la Focsiv non ha lesinato però qualche perplessità sulla possibilità di raggiungere gli obiettivi: «Nel decimo anniversario di quegli storici accordi pochi saranno i motivi per festeggiare: due miliardi di persone vivono anche oggi con meno di due dollari al giorno, più di un miliardo soffrono la fame e un miliardo e mezzo non hanno ancora accesso all'acqua potabile».

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