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28/07/2010   
Italia-Brasile
5 centesimi per 100 ettari di Amazzonia
Un’ong lancia una campagna per acquistare una porzione della foresta in pericolo. Ma dove è l’elemento umano?

Italia – Brasile
5 centesimi per 100 ettari di Amazzonia
Un’ong italiana lancia una campagna per acquistare una porzione della foresta messa in pericolo da sfruttamento. Ma dove è l’elemento umano?

Parte da Verona una campagna internazionale per un gesto concreto di salvaguardia ambientale: comprare in maniera collettiva un appezzamento dell’Amazzonia, messa in pericolo dall’eccessivo disboscamento.

Tale campagna viene lanciata proprio nell'anno dedicato dall'Onu alla biodiversità.

Come spiega un comunicato della World Biodiversity Association, un ente ambientalista con sede a Verona, si può liberamente contribuire a “salvare 100 ettari di Amazzonia dalla deforestazione e studiarne le specie ancora sconosciute presenti” grazie “l’acquisto collettivo di una porzione di foresta equatoriale che, anziché essere distrutta, sarà salvaguardata e sottoposta a ricerche naturalistiche nell’ambito di progetti scientifici”.

“Con soli 5 centesimi - spiega Gianfranco Caoduro, presidente di World Biodiversity Association - è possibile comprare un metro quadro dell’appezzamento da noi individuato che si trova sul versante occidentale delle Ande ecuadoriane, tra Puyo e Santa Clara, nella Provincia di Pastaza. Nel complesso infatti i 100 ettari costano circa 50.000 euro”.

“Il valore della zona da un punto di vista ambientale - sottolinea il presidente di World Biodversity Association - è enorme perché rappresenta un vero e proprio Santuario della Biodiversità. Comprende centinaia di specie non ancora identificate e minacciate di estinzione. Tante volte sentiamo parlare della deforestazione in Amazzonia e ci sentiamo impotenti. Con questa iniziativa chiunque lo voglia potrà dare il proprio contributo concreto per un’attività di protezione tanto della fauna quanto della flora direttamente in loco.”

L’azione ambientalista è senz’altro lodevole, ma ci si può domandare se la giusta attenzione all’ecologia e alla difesa dell’ambiente non sia qui avvenuta senza tener conto del cosiddetto elemento umano, cioè delle persone, delle popolazioni che in quelle terre abitano, e che sembrano in secondo piano, nell’iniziativa di World Biodiversity Association.

Come invece sottolineato anche dall’ultima enciclica di Benedetto XVI "Caritas in veritate", la vera ecologia è quella “umana”, cioè quella che tiene insieme rispetto della persona umana e salvaguardia dell’ambiente.

Forse da parte dell’ente veronese doveva essere meglio esplicitata, anche in questo caso, quella propria “mission” che si legge nell’autopresentazione del sito: “WBA si dedica alla salvaguardia di specie animali e vegetali in pericolo e al sostegno di gruppi etnici la cui unicità culturale è minacciata”.



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