Dopo un lungo periodo di silenzio, tornano a trapelare notizie sulla sorte di Liu Xiaobo, uno dei dissidenti cinesi più in vista, ispiratore di Charta 08, una sorta di “manifesto” dell’opposizione politica al regime di Pechino.
Secondo quanto scrive oggi il South China Morning Post, Liu è stato trasferito da un centro di detenzione di Pechino in una prigione nel nord-est del Paese, a Jinzhou (provincia di Liaoning); deve scontare una condanna a 11 anni per incitamento alla sovversione del potere dello Stato. La sentenza contro Liu è la più dura da quando il reato è stato introdotto nel 1997.
La moglie, Xia Liu, ha detto di aver ricevuto notizia del trasferimento nella serata di domenica. Aveva fatto appello alle autorità perché il marito potesse scontare la pena a Pechino, ma invano.
"Mi sento felice se penso che potrò incontrarlo in pochi giorni '", ha detto Liu Xia, alla quale non è stato permesso di vedere il marito da quando ha perso il processo d’appello tre mesi fa. Liu Xia ha detto che si recherà in visita al marito domani. Funzionari della prigione le hanno detto che gli può essere consegnata biancheria intima, soldi e libri, ma solo se “legalmente pubblicati in Cina”.
La spiegazione ufficiale per il trasferimento di Liu è che il suo “domicilio registrato” (hukou) si trova a Liaoning. In realtà, era a Pechino, ma gli era stato revocato a causa del suo ruolo nel movimento pro-democrazia di Tiananmen nel 1989.
Nicholas Bequelin, un ricercatore della divisione Asia di Human Rights Watch, ha detto che il trasferimento in un carcere lontano potrà non solo causare difficoltà aggiuntive alla moglie e ma anche esporre Liu a rischio di maltrattamenti e problemi di salute.
"Se le autorità di Pechino – ha aggiunto - pensano che il fatto i relegarlo a centinaia di chilometri dalla capitale ridurrà l'attenzione al suo caso, si sbagliano. Liu potrebbe essere inviato ai confini della terra, ma l'attenzione del mondo sarebbe ancora viva, perché è diventato un simbolo universale della lotta per la verità e dei diritti umani di fronte all'oppressione".
Ex docente universitario di spicco, Liu è tra gli attivisti più importanti oggi in Cina: una delle principali "uova marce", per usare la dispregiativa etichetta di Pechino. Arrestato nel dicembre 2008 dopo la pubblicazione della lettera-appello “Charta 2008” (che chiedeva libertà, diritti civili e democrazia) è finito in carcere e, processato, è stato condannato a 11 anni.