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Geopolitica e Chiesa: corso per diplomatici
Guarda all'America Latina quest'anno l'iniziativa promossa da Fondazione La Gregoriana e Istituto Maritain

Si intitola «La Chiesa cattolica e la politica internazionale della Santa Sede» un corso per diplomatici latino-americani che si terrà a Roma e Torino a partire dal 10 maggio. L'iniziativa è della Fondazione «La Gregoriana» (legata all'omonima Università Pontificia) e dell'Istituto internazionale Jacques Maritain e mira a presentare le modalità d'azione della Chiesa cattolica su temi come la promozione della pace, la tutela dei diritti umani, la giustizia, il disarmo, l'avvicinamento tra i popoli. Quella di quest'anno è la quarta edizione dell'iniziativa e giunge dopo quelle già organizzate psecificamente per i diplomatici di Mediterraneo e Medio Oriente (2007), Africa (2008) e Asia (2009).

Il corso mira evidentemente a offrire un servizio al personale delle ambasciate che si troverà a intrattenere rapporti con la Santa Sede per conto del proprio Paese. Ma vuole essere anche un'occasione per una riflessione più ampia sulle finalità della diplomazia nel mondo di oggi.

«Un ambasciatore che veniva da un Paese mediorientale - spiega in un'intervista di presentazione il prof. Roberto Papini, segretario generale dell'Istituto Maritain -, persona colta e preparata, dopo aver frequentato il nostro corso, ci ha confessato che se avesse potuto seguirlo prima avrebbe guadagnato un anno di tempo. La Santa Sede infatti, per certi versi, non si presenta subito nella sua complessità. E’ abbastanza complesso capire i meccanismi, i processi con cui agisce. E ci vuole tempo anche per capire la sua organizzazione. Abbiamo pensato ai diplomatici, perché questa categoria, assieme a quella dei giornalisti, dovrebbe essere in prima linea per promuovere pace, giustizia, diritti umani, per tentare di risolvere con mezzi non violenti le controversie. Ci è sembrato importante dare a questi diplomatici una conoscenza specifica del ruolo stabilizzatore che la Chiesa cattolica ricopre nel sistema politico mondiale, pur non avendo le divisioni di cui parlava Stalin».

«Il fenomeno dell’interazione tra religione e politiche internazionali - commenta a sua volta l'ambasciatore del Brasile presso la Santa Sede, Luiz Felipe de Seixas Corrêa - torna a essere oggi di grande attualità ma non è ancora ben percepito dalle cancellerie politiche in America Latina. È una  relazione forse meno evidente rispetto a epoche in cui è stata anche causa di conflitto, ma resta rilevante. Infatti molti Paesi si identificano in valori etici legati a credenze e pratiche religiose ed è oggi molto importante che i diplomatici abbiano la sensibilità, la capacità, di saper identificare e prendere in considerazione questi fenomeni quando viene formulata la linea politica di un Paese. E questo per cercare di ottenere quella “convergenza” che è il vero obiettivo del lavoro di un diplomatico».

Il corso si svolge in due moduli: il primo, in programma a Roma dal 10 al 16 maggio, ha per tema «La Chiesa cattolica: principi guida, strutture organizzative e azione diplomatica». Nel secondo, che si terrà a Torino dal 17 al 22 maggio, si parlerà invece su «Le Opere sociali della Chiesa in un contesto industriale».

Clicca qui per scaricare il programma completo dell'iniziativa

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