| Chi siamo | il PIME | Mondo e Missione | Link | Contatti

Vedi anche
29/04/2010 A quattrocento anni dalla morte di Matteo Ricci
Se la Cina riscopre Li Madou
di Gianni Criveller
18/05/2009 Cina
«Matteo Ricci come i Padri della Chiesa»
21/02/2012 Paolo xu guangqi, collaboratore di matteo ricci
Dalla Città Proibita verso gli altari
di Gianni Criveller
18/05/2010
Nasce a Shanghai l'istituto Ricci-Xu Guangqi
01/01/2010
Pechino, una città ancora proibita
di Gianni Criveller
19/04/2010   Asia
A Taipei un simposio su Matteo Ricci
di Angelo S. Lazzarotto
Fino a giovedì un seminario dedicato al grande missionario. La relazione del sinologo padre Lazzarotto

È in corso da oggi e fino a giovedì 22 a Taipei (Taiwan) un seminario internazionale di studi dedicato a Matteo Ricci nell'anno del centenario. Tema dell'appuntamento: The Genesis Development of East-West Dialogue. Pubblichiamo la relazione sul tema «Una ricca stagione di studi su Matteo Ricci» tenuta da padre Angelo Lazzarotto, sinologo, missionario del Pime.

Negli ultimi decenni, la personalità e le opere del primo missionario e mediatore culturale dell’età moderna nella Cina imperiale, padre Matteo Ricci, S.J. (1582-1610), sono divenute argomento di indagini e studi approfonditi. Dal 1742, a causa della cosiddetta “Controversia dei riti”, per quasi due secoli, era praticamente calato il silenzio su tutto quello che riguardava le scelte strategiche di Ricci. Tuttavia, ciò non impedì a Pietro Tacchi Venturi, S.J., di pubblicare, in occasione del terzo centenario della morte del missionario, una prima edizione delle Opere storiche di padre Matteo Ricci, con allegata una raccolta delle sue lettere (1911-1913). Prima di allora, l’impresa di Ricci era nota in Occidente soltanto attraverso l’opera in latino di Nicolas Trigault, che è stata a lungo considerata la principale fonte di informazioni sull’introduzione del cristianesimo in Cina, e che utilizzava sostanzialmente il manoscritto di Ricci .
Fu solo nel dicembre 1939 che un decreto di Propaganda Fide, eliminandole severe restrizioni precedentemente imposte alle pratiche tradizionali cinesi, incoraggiò così anche nuovi studi su quel periodo. E negli anni 1942-1949 padre Pasquale D'Elia, S. J., produsse l’edizione monumentale Fonti Ricciane (in tre volumi) sponsorizzata dallo Stato italiano, che resta a tutt’oggi una fonte  classica di documentazione. Purtroppo il mondo era in quegli anni sconvolto dalla guerra e in Cina l’Armata rossa combatteva per assumere il controllo su tutto il Paese. Con la vittoria di Mao Zedong, la Repubblica popolare cinese innalzò una “cortina di bambù” che non favorì i contatti anche culturali con il resto del mondo e ostacolò il lavoro di ricerca sulla storia dell’evangelizzazione.
Una rinnovata attenzione a Matteo Ricci si sviluppò negli anni 1982-1983, con la commemorazione di una tappa fondamentale della sua vita: quattro secoli prima, Li Madou lasciava l’enclave di Macao con il confratello italiano Michele Ruggiero, riuscendo finalmente a penetrare nel Regno di Mezzo, in cui gli stranieri non erano i benvenuti. In quell’occasione, fu organizzato un convegno internazionale a Macerata, città natale di Ricci, e presso il Collegio Romano, l’alma-mater in cui il missionario ricevette la sua basilare formazione gesuitica  e umanistica. Fu anche  un invito a guardare con rinnovato interesse a quest’uomo eccezionale, che  aveva aperto  la strada ad un significativo dialogo tra il cristianesimo, la cultura e la scienza occidentali, e la Cina .
Da allora, la Repubblica popolare cinese (PRC) è profondamente cambiata, grazie alla svolta verso la “modernizzazione” e all’apertura al mondo di Deng Xiaoping. La decisione delle autorità di Pechino di restaurare e aprire al pubblico la tomba di Matteo Ricci è segno di una positiva attenzione nei confronti di un grande simbolo dell’amicizia e del dialogo con l’estero. Ma purtroppo, anche se per Macerata e Roma era stato esplicitamente invitato il giovane ricercatore Lin Jinshui, di Fuzhou, autore di un importante lavoro accademico su Li Madou, nessuno studioso cinese ottenne nel 1982 il permesso di partecipare a quegli eventi culturali in Italia.
Un’altra ricorrenza memorabile è stata, nel 2001, il  quarto centenario dello speciale privilegio concesso a Li Madou dall’imperatore Wanli, della dinastia Ming, di risiedere nella capitale imperiale. Alla conferenza internazionale tenutasi a Roma per quell’occasione, Papa Giovanni Paolo II inviò un importante messaggio che sottolineava la crescente consapevolezza a livello internazionale del ruolo unico svolto dal  missionario marchigiano in Cina .
Sempre a proposito dei numerosi recenti studi sulla personalità e la missione di Ricci, particolare attenzione meritano i Centri di ricerca gesuitici intitolati a Matteo Ricci in diversi Paesi del mondo (Parigi, San Francisco, Taipei,  Macao, Pechino). E non si possono trascurare studi fondamentali come quello di Jonathan D. Spence, The memory palace of Matteo Ricci (New York 1984; tradotto in italiano, 1987). Ma questo breve saggio si soffermerà principalmente sui contributi in lingua italiana, che sono di solito meno disponibili agli studiosi stranieri .
In occasione del quarto centenario della morte di Ricci a Pechino, che si celebra quest’anno, vari nuovi studi sembrano sottolineare il suo straordinario apprezzamento per la civiltà cinese e i suoi sforzi di dialogo con gli studiosi cinesi. A Macerata, sua città natale, il professor Filippo Mignini ha fondato nel 2002 uno specifico Istituto Ricci. Mignini ha inoltre avviato (con l’editore Quodlibet) la pubblicazione di una nuova serie di traduzioni e commenti critici delle opere originali del missionario gesuita. È uscita così, nel 2000, l’opera fondamentale di Ricci Della Entrata della Compagnia di Giesù e Christianità nella Cina, seguita nel 2001 da una raccolta delle Lettere (1580-1609) di Ricci e, nel 2005, dal primo testo di Ricci in cinese, Dell'Amicizia.
Altre pubblicazioni apparse nell’ultimo decennio meritano di essere citate. Un Gesuita in Cina, 1582-1610, Matteo Ricci dall'Italia a Pechino (Milano, 2001), del senatore Giulio Andreotti, offre un quadro brillante delle imprese culturali e religiose di Ricci. Ben apprezzata è stata anche la ricerca di Michela Fontana, Matteo Ricci. Un gesuita alla corte dei Ming (Milano, 2005): avendo vissuto per alcuni anni a Pechino, l’autrice è riuscita a fornire una vivace descrizione del divario culturale colmato da Xi-Tai, il grande “Maestro dell’Occidente”.  Aspetti specifici dell’avventura umana e accademica di Ricci sono stati studiati in più di una università: per esempio, G. Ricciardolo, dopo aver fatto la sua tesi di dottorato di Ricerca a Cagliari nel 1996, pubblicò  nel 2003  La storia dell'Introduzione del Cristianesimo in Cina, di Matteo Ricci,.Oriente  e Occidente negli scritti di Matteo Ricci, e l’opera è stata ripubblicata a Napoli nel 2007. Un libro francese di P. Dreyfus (Parigi, 2004) è stato tradotto e pubblicato anche in italiano: Matteo Ricci: uno scienziato alla corte di Pechino.
Filippo Mignini, che nel 2003 pubblicava Padre Matteo Ricci. Europa alla corte dei Ming (Mazzotta ed.), l’anno seguente ha ripercorso la vita di Li Madou in un romanzo storico dal suggestivo titolo Il Chiosco delle Fenici. Un ritratto convincente della personalità e della dimensione spirituale di Li Madou, ricavato da citazioni delle sue lettere, ci viene offerto da Antonio Sergianni nel suo Cristo fra i Cinesi - La figura di P. Matteo Ricci (Macerata 2006); una traduzione cinese di questo libro è stata pubblicata a Pechino con un’introduzione del professor Zhuo Xinping dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali. Particolarmente importante è Il mappamondo con la Cina al Centro. Fonti antiche e mediazione culturale nell'opera di Matteo Ricci, S.J. (Pisa 2007), di Margherita Redaelli. Questa originale ricerca, svolta presso l’università di Pisa, prende in esame il programma di formazione gesuitica attuato nella metà del XVI secolo, aiutando così a comprendere meglio l’ampio orizzonte culturale e la preparazione scientifica di Ricci. Una valida presentazione è anche Matteo Ricci. Il Gesuita amato dalla Cina (Elledici, 2009) di Francesco Ochetta . Vari studi sulle diverse opere prodotte in Cina da Li Madou sono in corso di pubblicazione in Italia.
In vista del quarto centenario della morte di Ricci, sono state organizzate diverse iniziative, in particolare nella sua città natale. Il crescente interesse per Matteo Ricci è confermato da articoli apparsi su molte riviste e giornali in Italia, e dal numero di laureandi che scelgono aspetti specifici della sua missione come argomento da sviluppare nella tesi. La diocesi di Macerata, che sta promuovendo attivamente anche la causa di beatificazione di padre Matteo Ricci, ha realizzato una mostra in 30 pannelli sulle sue attività missionarie e culturali, che, oltre ad essere esposta in vari centri italiani, è anche disponibile presso la sede dell’UNESCO e in altri luoghi .
L’università di Macerata, che ha di recente istituito un nuovo centro di ricerca su Ricci, è scesa particolarmente in campo promuovendo due conferenze, una a Macerata e una a Pechino in collaborazione con l’Accademia delle Scienze Sociali. Un terzo simposio internazionale si è tenuto a Macerata dal 4 al 6 marzo 2010 su Scienza - Ragione - Fede. Il genio di padre Matteo Ricci, con nuovi contributi di rinomati studiosi. Questo evento è stato preceduto, due giorni prima, da una conferenza a Roma presso l’Università Gregoriana, su un tema suggerito dalla corrispondenza di Ricci: “In tutto mi accomodai a loro”, Padre Matteo Ricci plasmato dai Cinesi.
Gjon Kolndrekaj  ha realizzato un artistico docufilm e un libro, Matteo Ricci, un gesuita nel Regno del Drago, disponibile in varie lingue tra cui il cinese. La presentazione ufficiale di questa importante opera documentaria si è tenuta presso la sede dell’UNESCO a Bruxelles il 17 febbraio scorso, e la  commissione su Ricci della diocesi di Macerata la  sta ampiamente diffondendo.
Di particolare importanza è stata una mostra organizzata in Vaticano, con preziosi contributi dei Musei Vaticani e degli Archivi gesuitici, intitolata Ai crinali della storia. Padre Matteo Ricci (1552-1610) fra Roma e Pechino . Un’altra notevole mostra è visitabile a Treviso fino al 9 maggio 2010: I segreti della Città Proibita. Matteo Ricci alla Corte dei Ming . Ancora più significativa è la mostra Matteo Ricci. Incontro di civiltà nella Cina dei Ming, organizzata dall’Istituto Matteo Ricci di Macerata e presentata in anteprima ad Ancona; è stata inaugurata presso il Capital Museum di Pechino l’8 febbraio scorso; sarà inoltre esposta al Museo di Shanghai dal 2 aprile al 23 maggio 2010, e al Museo di Nanchino dal 4 giugno al 25 luglio.
Molto opportuna è dunque anche  l’iniziativa dell’università cattolica Fu Jen di Taipei per commemorare l’anniversario di Ricci. Ricordando ed esaminando quanto è stato finora scritto su Li Madou, è possibile scoprire nuove aree di ricerca che ancora meritano attenzione sulla persona e sulla missione di questo eccezionale evangelizzatore e mediatore interculturale.

invia ad un amico

visualizza per la stampa

Sostieni i Media Pime

logo Media Pime

Pime giovani Rio

anno della fede

Web Design www.horizondesign.it