MissiOnLine.org Libertà religiosa Nepal, nuova Carta anti-conversioni nepal, diritti umani, libertà religiosa, cristiani, induismo, laicità, conversioni Nell’ex regno induista a maggio in vigore la Costituzione rinnovata: impossibile cambiare credo

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15/03/2010   
Libertà religiosa
Nepal, nuova Carta anti-conversioni
Nell’ex regno induista a maggio in vigore la Costituzione rinnovata: impossibile cambiare credo

Nel 2006 e nel 2008 il Nepal, piagato da una lunga guerra civile tra i ribelli maoisti e il governo centrale di carattere democratico, aveva ricevuto unanimi attestati di stima politica per i suoi cambiamenti strutturali a livello istituzionale.

Quattro anni fa infatti Kathamandu non era più capitale di uno Stato induista, e due anni orsono la monarchia non regnava più sui 27 milioni di abitanti della nazione asiatica, diventata una repubblica.

Ma ora, con la nuova Costituzione, si preannunciano tempi difficili per le minoranze religiose, tra le quali – secondo l’agenzia Eni – si contano anche 700 mila cristiani (i cattolici sono qualche migliaio).

Infatti la nuova Carta che entrerà in vigore il 28 maggio prevede un insieme di norme che l’autorevole ong inglese Christian Solidarity Worldwide (CSW) accomuna alle famigerate «leggi anti-conversioni» in vigore in 5 Stati indiani e nello Sri Lanka, affetto ultimamente da un buddismo in versione integrista.

Già, perchè, legati alla nuova Carta costituzionale, sono stati introdotti nel sistema politico nepalese due Comitati, uno per i Diritti fondamentali e le direttive di principio, l’altro per la Protezioni dei diritti delle comunità minoritarie e marginalizzate.

Orbene, segnala il CSW, «entrambi hanno proposto di proibire che una persona converta un’altra persona. Questa potrebbe essere una norma che danneggia le minoranze religiose. Non vi è necessità di un articolo specifico della Costituzione che proibisca ciò: tecniche coercitive possono essere affrontate mediate il Codice penale. Una misura costituzionale simile è perciò non necessaria e rappresenta un pento negativo sul fronte dei diritti umani».

Nella sua denuncia sulla situazione del Nepal, CSW si appella anche al giudizio negativo del rappresenta Onu sulla libertà religiosa, che ha condannato le leggi anti-conversione in India e Sri Lanka perché «vengono usate per offendere cristiani e musulmani. Esse devono essere riconsiderate dal momento che sollevano gravi preoccupazioni nel campo dei diritti umani».

Clicca qui per consultare l’intero rapporto di CSW.



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