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La cappella del convento devastata a Tellescofo
La cappella del convento devastata a Tellescofo
Suor Rahma Marzena
Suor Rahma Marzena
Il convento delle suore a Mossul
Il convento delle suore a Mossul
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Il grido dei cristiani iracheni

Sono state ancora segnati da gravi violenze contro i cristiani le ultime giornate in Iraq. E il tutto avviene alla vigilia dell'appuntamento elettorale di domenica 7 marzo, che vedrà il Paese andare alle urne per le elezioni legislative, un passaggio indicato come cruciale nella lunga transizione seguita alla caduta di Saddam Hussein. Nella città di Mossul, in particolare - la stessa dove due anni fa è stato ucciso il vescovo caldeo Rahho - centinaia di cristiani sono fuggiti dalle loro case dopo alcune uccisioni avvenute addirittura dentro le abitazioni (clicca qui per leggere la notizia di Asianews). Su questa situazione gravissima domenica scorsa è intervenuto anche il Papa al termine della preghiera dell'Angelus (clicca qui per leggere le sue parole) chiedendo alle autorità civili di compiere «ogni sforzo per ridare sicurezza alla popolazione e, in particolare, alle minoranze religiose più vulnerabili».

Per non lasciare ancora una volta cadere l'attenzione su questo dramma missionline.org apre questa finestra con alcune testimonianze e analisi inedite sul dramma iracheno.

«IO SUORA NEL DRAMMA DI MOSSUL»

Suor Rahma Marzena, della congregazione irachena delle Domenicane di santa Caterina da Siena, racconta la vita della sua comunità nell'Iraq degli attacchi ai cristiani. «Abbiamo dovuto chiudere tutte le finestre e le porte della nostra casa madre con grossi mattoni. Le consorelle anziane preferiscono morire piuttosto che lasciare questa casa vuota».

Clicca qui per leggere la sua testimonianza raccolta da Laura Badaracchi

I CRISTIANI SCAPPANO, MA PERSINO LA SVEZIA ORMAI LI RESPINGE

La Svezia è uno dei Paesi europei che ha una tradizione più consolidata di accoglienza per i rifugiati. Molti iracheni in questi anni si sono stabiliti in Svezia. Ma ormai anche lì i criteri per l'accoglienza si sono fatti molto più selettivi. Così più di 10 mila iracheni - tra cui molti cristiani e rappresentanti di altre minoranze - sono stati respinti.

Clicca qui per leggere un rapporto pubblicato dall'Assyrian International News Agency

«QUEI CRISTIANI DI MESOPOTAMIA, DIVISI ANCHE NEL LORO CALVARIO»

Nella sua rubrica che tiene su Mondo e Missione in preparazione al Sinodo per il Medio Oriente padre Claudio Monge, domenicano di Istanbul, profondo conoscitore delle Chiese d'Oriente, mette il dito su un pericolo nascosto ma non meno grave per l'Iraq: quello che il tempo della prova anziché unire rinfocoli il settarismo negli stessi rapporti tra le diverse confessioni cristiane. E cita un episodio: il seminario caldeo - appena spostatosi per ragioni di sicurezza da Baghdad a Erbil - ha espulso gli studenti siro-cattolici.

Clicca qui per leggere l'anticipazione dell'articolo che Mondo e Missione pubblicherà sul numero di aprile

I NOMI DEI CRISTIANI CANDIDATI ALLE ELEZIONI DEL 7 MARZO

La distinzione in partiti diversi legati anche al nome del proprio rito balza all'occhio scorrendo l'elenco dei candidati cristiani che si presentano alle elezioni di domenica. Sono cinque liste diverse a contendersi i seggi garantiti alla minoranza cristiana.

Clicca qui per leggere i nomi dei candidati e delle liste sul sito dell'Assyrian International News Agency

UN LIBRO PER APPROFONDIRE: «NELLA TRAPPOLA IRACHENA» DI JEAN BENJAMIN SLEIMAN

A chi vuole capire meglio da dove nasce il dramma dei cristiani in Iraq, ma anche orientarsi nel mosaico di questo Paese oltre i luoghi comuni, suggeriamo il libro «Nella trappola irachena», scritto ormai due anni fa per le Edizioni Paoline da mons. Jean Benjamin Sleiman, l'arcivescovo di rito latino di Baghdad.

Clicca qui per leggere la scheda sul libro

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