MissiOnLine.org Quelle 32 domande scritte anche in arabo Sinodo, Lineamenta, arabo Nei Lineamenta c’è la voglia di condividere dei rapporti tra chi vive in questa terra
01/03/2010 Quelle 32 domande scritte anche in arabo di Claudio Monge Nei Lineamenta c’è la voglia di condividere dei rapporti tra chi vive in questa terra
Con la pubblicazione dei Lineamenta, il Sinodo per il Medio Oriente è entrato nel vivo: il documento, scritto significativamente anche in arabo, ha lo scopo di orientare e animare un dibattito nelle Chiese della regione. La risposta a 32 domande precise formulate in questo testo ispirerà l'Instrumentum laboris, che Benedetto XVI consegnerà durante la sua visita a Cipro dal 4 al 6 giugno. I Lineamenta vogliono rispecchiare il patrimonio storico e spirituale delle Chiese d'Oriente. Nell'introduzione vengono evidenziati i due obiettivi fondamentali: confermare i cristiani nella loro identità mediante la Parola di Dio e i sacramenti, e ravvivare la comunione ecclesiale tra le Chiese particolari, affinché possano of¬frire una testimonianza di vita cristiana autentica, gio¬iosa e attraente. Infatti, se fra le sfide più complesse che le antiche Chiese d'Oriente sono chiamate ad affrontare ci sono quelle poste dai conflitti politici nella regione e dagli ostacoli alla libertà di religione, le sfide sul fronte ecumenico sono le prime ad essere evidenziate dai Lineamenta, perché l'assenza di comunione all'interno di ciascuna Chiesa cattolica, tra tutte le Chiese cattoliche e con le altre Chiese cristiane, intacca la credibilità della testimonianza cristiana in quanto tale. In riferimento a queste difficoltà, una precisazione del documento è essenziale: la ricchezza delle Chiese d'Oriente deriva dalla loro stessa diversità, ma l'attaccamento eccessivo al rito e alla cultura può impoverirle (n. 11). A questo proposito, ci pare sicuramente benevola l'affermazione secondo cui «la collaborazione tra i fedeli è abituale e naturale, a tutti i livelli», come se le difficoltà fossero determinate solo a livello di vertici. Purtroppo, la realtà in Oriente testimonia spesso di pastori ostaggio delle resistenze dei loro fedeli. Le cause sono storiche, e a questa storia, ricorda il documento, bisognerà avere il coraggio di ritornare in modo pacato e approfondito. Per scoprire - aggiungiamo noi - che in risposta a divisioni che ebbero motivi anche politico-culturali (n. 8), la formazione delle Chiese cattoliche orientali non fu sempre l'espressione di un sincero sforzo ecumenico, come sembrano lasciare intendere i Lineamenta (n.9). La strategia dell'uniatismo, che rispetta teoricamente le autonomie ecclesiastiche a condizione di raggiungere una comunione dogmatica e la sottomissione al Papa, è stata una ferita non meno importante delle scomuniche del 1054 tra Roma e Costantino¬poli. Guardare al futuro significa osare progetti pastorali comuni, ricordano i Lineamenta, citando quattro ambiti di lavoro: i matrimoni misti tra diverse confessioni cristiane, la prima comunione, un catechismo comune e una data comune per il Natale e la Pasqua (n. 58). Un Sinodo che si occuperà di tutto il Medio Oriente, non può ignorare i grandi temi del dialogo interreligioso, visto che in quest'area geografica eterogenea, le tre religioni monoteiste trovano radici e vincoli vitali. Se è ruolo particolare dei cristiani quello di rammentare la distinzione tra piano religioso e piano politico (n. 65), i Lineamenta propongono una sfida a tutti i credenti: quella di una testimonianza coerente a servizio delle società di appartenenza, in una lotta per i valori scevra da ogni fondamentalismo e tentazione di violenza. Sembrano dirci che è doveroso sperare che la condivisione di una comune terra d'origine possa portare cristiani, musulmani ed ebrei non solo a un reciproco riconoscimento e rispetto ma anche a influenzare positivamente le relazioni sociali e politiche nell'intera area mediorientale.