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È riconosciuto come il leader spirituale di 300 milioni di cristiani ortodossi nel mondo. E la sua popolarità si è molto accresciuta negli ultimi tempi anche grazie ad un suo preciso impegno in campo ecologico.
Ora, in occasione della quaresima, il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I difende con forza la sua decisione di un cammino ecumenico e di dialogo con le altre chiese cristiane per tendere alla piena comunione.
Tale apologia ecumenica arriva dopochè la protesta di alcuni gruppi “in modo inaccettabilmente fanatico” che il patriarca definisce “circoli che reclamano solo per sé il titolo di zeloti difensori dell’ortodossia”.
Il riferimento, indiretto – come spiega l’agenzia Eni – è un gruppo di religiosi ortodossi in Grecia, guidati da tre arcivescovi, che lo scorso anno avevano pubblicato un documento chiedendo al patriarca di desistere da ogni legame con la Chiesa cattolica di Roma e con le chiese protestanti. Questo gruppo affermava: “Il solo modo di camminare verso la comunione con gli eretici è far sì che essi rinuncino ai loro errori e si pentano”.
Ora, nel suo messaggio quaresimale, Bartolomeo I vola molto più in alto.
“L’ortodossia deve essere in costante dialogo con il mondo, e come Chiesa ortodossa non abbiamo paura del dialogo perché la verità non teme il dialogo” afferma il patriarca.
E così prosegue: “Dobbiamo per prima cosa dialogare tra noi cristiani in modo da risolvere le nostre differenze così che la nostra testimonianza al mondo esterno sia credibile. Non è possibile che il Signore soffra a causa dell’unità dei suoi discepoli e che noi rimaniamo indifferenti all’unità di tutti i cristiani. Questo costituirebbe un tradimento e una trasgressione del suo comandamento divino”.
Clicca qui per leggere la versione integrale (in inglese) del messaggio del Patriarca Bartolomeo