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L’ex arcivescovo di Algeri, monsignor Henry Tessier, non ha avuto dubbi nel definirlo «il primo incontro esplicitamente islamo-cristiano in Algeria».
Il convegno del 10 e 11 febbraio di Algeri – precisa il settimanale francese La Vie – ha avuto come tema «Libertà di culto tra le legislazione divina e diritto positivo». Vi hanno preso parte tutti e 4 i vescovi cattolici dell’Algeria, e altre personalità religiose del Paese.
Il convegno interreligioso ha avuto come scopo principale quello di «dissipare un malinteso circa le presunte restrizioni all’esercizio dei culti» nel Paese islamico, come ha precisato il ministro degli Affari Religiosi Bouabdallah Ghlamallah.
Secondo l’esponente del governo, l’Algeria «ha sempre garantito alle diverse comun unità religiose il libero esercizio dei loro rispettivi culti, tra i quali i cristiani, in tutta libertà e serenità nei luoghi destinati a questo scopo, conformemente all’ordinanza sull’esercizio dei culti promulgata nel 2006».
Bouabdallah ha precisato che «nessuna chiesa è stata chiusa nel nostro Paese».
Nel 2006 il governo di Algeri ha aveva sancito una nuova disposizione legislativa sul culto, in base alla quale ogni religione diversa dall’islam doveva praticare i propri riti in spazi riconosciuti ufficialmente.
Proprio a causa di questa norma a gennaio 2007 era stato arrestato un sacerdote francese colpevole di aver guidato un incontro di preghiera con degli immigrati sub sahariani.
L’attuale arcivescovo di Algeri, monsignor Ghaleb Bader, ha sottolineato che l’ordinanza di 4 anni fa «riconosce l’esistenza di altri culti rispetto a quello musulmano e anche il diritto per le comunità di celebrare liberamente».
Al tempo stesso Bader ha rimarcato che un’ordinanza poteva anche essere evitata visto che la stessa Chiesa cattolica «ha imposto che il culto sia celebrato nei luoghi ufficiali e ha sempre rispettato tale decisione».
Gli stessi vescovi cattolici, nei giorni scorsi, erano intervenuti con forza dopo il fatto criminoso di un saccheggio e incendio avvenuti in un luogo di culto protestante nella località di Tizi-Ouzou: si sono dichiarati «molto inquieti e profondamente rattristati. Non possiamo nascondere la nostra indignazione davanti alla profanazione dei segni cristiani».