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Un attivista cattolico è stato ucciso nelle scorse settimane in Guatemala. Il fatto è avvenuto intorno alla metà di novembre: il leader comunitario di Malacatán, Víctor Gálvez, collaboratore della diocesi di San Marco, è stato ucciso da alcuni sconosciuti dopo aver già subito nei mesi scorsi altre minacce di morte e un attentato.
Víctor Gálvez – annota una dichiarazione della diocesi di San Marco – difendeva “gli interessi e le necessità della sua comunità appoggiando le richieste e le domande dei movimenti sociali che criticano e denunciano gli errori e le ingiustizie di Deocsa (Distribuidora de energìa de ocidente), dipendente della compagnia multinazionale Union Fenosa”.
“Come avviene molte volte – è la denuncia della chiesa locale guatematelca - l’amministrazione della giustizia nei tribunali procede lentamente quando invece dovrebbe essere agile ed efficiente”.
Al tempo stesso, si legge nella dichiarazione, “come cristiani, seguaci del Vangelo di Gesù, deploriamo profondamente la gravissima mancanza di rispetto della vita umana che sussiste nel nostro paese, e ci sentiamo interpellati dalla parola di Gesù: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”.
I dati forniti dai cattolici del Guatemala sono drammatici: Nei sette mesi di quest’anno ci sono stati 2.235 assassinii, dei quali 16 contro imprenditori e 14 contro professionisti. Il resto delle vittime sono poveri, dei quali oltre il 50 per cento sono senza identità”.
L’incaricato della Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala, dottor Carlos Castresana, ha segnalato che il 98 per cento degli omicidi commessi in Guatemala resta impunito. Secondo il dossier dell’Unità dei difensori dei diritti umani in Guatemala, negli otto mesi dell’anno sono stati registrati 257 aggressioni contro i difensori dei diritti umani, con una situazione che si è aggravata negli ultimi mesi.
Clicca qui per leggere l’articolo della Fondazione Cum che ha dato notizia dell’uccisione del cattolico guatematelco.
Clicca qui per consultare una riflessione di mons. Alvaro Ramazzini, vescovo proprio di San Marcos, sulla situazione in Guatemala.
(L.F.)