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25/11/2009 Dialogo interreligioso
In Australia la «Camera delle fedi»
Si apre il 3 dicembre a Melbourne il Parlamento delle religioni. Una prospettiva cattolica dal vescovo Hart.

Arriva in Oceania il Parlamento delle religioni: l’assemblea interreligiosa si aprirà il 3 dicembre prossimo a Melbourne (chiusura, il 9 dicembre). Incontri, dibattiti, presenze di diverse fedi animeranno con migliaia di partecipanti la città australiana per questo evento.

Di recente è stato nominato il nuovo presidente di tale assise del dialogo, Abdul Malik Mujahid, un musulmano americano di Chicago, noto per la conduzione di un programma radio molto seguito, Radio Islam, l’unico talk show radiofonico quotidiano islamico.

Mujahid assumerà il suo incarico il 1 gennaio. È la prima volta che un esponente dell’islam riveste tale carica.

Se l’assemblea delle religioni – con l’enfatico nome di «parlamento» - può suggerire più di un dubbio (ovvero, una sostanziale parità tra le esperienze religiose rappresentante), a mettere i «puntini sulle i» ci pensa monsignor Denis Hart, arcivescovo cattolico di Melbourne. Che puntualizza come la partecipazione della Chiesa cattolica locale a questo evento non significa l’abdicazione alla missione e alla testimonianza di Cristo come salvatore del mondo e degli uomini.

Anzi, prendere parte a meeting di questo genere ha un vantaggio, secondo il prelato: «Credo che beneficeremo una maggior comprensione della ricca varietà delle fedi nel mondo se approcciamo tale esperienza in un modo che ci possa portare ad un più profondo amore verso Gesù».

Rievocando le diverse fasi della storia della salvezza, Hart ricorda che «i primi cristiani non credevano che la loro religione fosse la “migliore” in assoluto o rispetto ad altre; piuttosto erano convinti che quello che essi proclamavano su Gesù era vero e che attraverso Gesù le persone veramente potevano vivere una vita santa». E l’arcivescovo aggiunge: «E’ questa la stessa fiduciosa convinzione che deve caratterizzare oggi le nostre relazioni con le persone di altre fedi».

Sulla falsariga dei pronunciamenti del Concilio Vaticano II, Hart ricorda che « noi riconosciamo dove c’è verità e santità nelle altre religioni e utilizziamo tale situazione come un’opportunità nel dialogo per testimoniare che dove vi è verità e santità, esse hanno la loro ultima sorgente in Gesù Cristo».

Sul dialogo, Hart ha parole quanto mai appropriate: «Esso significa ascolto ma anche aver qualcosa da dire. Dobbiamo essere aperti alla possibilità che Dio ci voglia insegnare qualcosa attraverso il nostro incontro con chi segue altri percorsi religiosi».

Clicca qui per consultare il sito web del Parlamento delle religioni.

Clicca qui per visionare l’articolo di mons. Hart comparso sulla rivista «Kairos».
Sul tema del dialogo interreligioso puoi leggere anche questo contributo di padre Samir Khalil su Mondo e Missione. (L.F.)

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