«AYD è ormai sulla bocca di tutti a Imus e in tutta la diocesi. Se ne parla nelle parrocchie, tra i giovani e i meno giovani; si legge sui manifesti che costeggiano le più affollate e trafficate strade della provincia di Cavite e ritorna spesso come spot pubblicitario su radio e canali televisivi locali». A comunicare il fermento e l’entusiasmo per l’attesa Giornata Asiatica della Gioventù (Asian Youth Day) in programma dal 23 al 27 novembre 2009 è proprio il vescovo di Imus, mons. Luis Antonio Tagle.
«È un onore per la nostra diocesi ospitare un evento così significativo per la Chiesa dell’Asia. Siamo una realtà relativamente piccola paragonata alle grandi città di Manila e Cebu, una sessantina di parrocchie con 96 preti diocesani e circa 40 seminaristi in formazione con una popolazione in crescita attualmente stimata sui 2 milioni di abitanti». C’è già soddisfazione negli occhi di Mons. Tagle a poco più di un mese dall’inizio: «Questo anno di preparazione ha messo in circolo tantissimi giovani e ha fatto nascere inaspettate collaborazioni tra i diversi gruppi della diocesi. Tutti cercano qualche piccola responsabilità per permettere un’accoglienza calorosa, degna della tradizione filippina. Mi auguro che questo coinvolgimento attivo nella pastorale prosegua anche dopo quelle giornate, ne sarebbero il frutto più bello».
Le stime parlano di circa 3mila giovani, di cui 2 mila provenienti dalle più diverse realtà del continente e un migliaio dalle Filippine (10 delegati per ciascuna diocesi dell’arcipelago). Verranno dal Kazakistan, Tajikistan, Turkmenistan come anche dal Laos, Nepal, Est Timor e Cambogia. Piccole rappresentanze verranno anche da Paesi a maggioranza islamica come il Bangladesh e la Malesia oltre alla Corea e al Vietnam con percentuali più alte di Cattolici in Asia insieme alle Filippine. Non mancheranno nemmeno delegazioni da Macao, Taiwan e Hong Kong, la città che ha ospitato l’ultima edizione della Giornata Asiatica della Gioventù nel 2006. La novità di quest’anno è rappresentata anche dalla partecipazione di piccoli gruppi di giovani asiatici presenti in altri continenti, dall’Australia alla Germania, dagli Stati Uniti e altri ancora. “Avremo uno spaccato significativo dei diversi contesti ecclesiali dell’Asia e l’incontro tra i giovani permetterà di decifrare linguaggi comuni e sfide emergenti. Già il reciproco ascolto porterà ad allargare la prospettiva di fede di ciascuno e a far crescere una certa corresponsabilità nell’evangelizzazione”, conclude Mons. Tagle.
«YAsia Fiesta, Giovani dell’Asia, venite, condividete la Parola di Dio e la vita nell’Eucarestia», è questo il tema scelto per le giornate. La cerimonia d’apertura prevede una lunga processione dalla strada principale che attraversa Imus fino alla Cattedrale, tutto a ritmo di “Karakol”, il tradizionale passo di danza filippino accompagnato da musiche e costumi tipici della provincia di Cavite. Poi la Messa concelebrata da diversi Vescovi dell’Asia e l’avvio del programma. Parola di Dio ed Eucaristia saranno al centro della riflessione con 60 laboratori attivati, momenti di gruppo e di condivisione e l’ultimo giorno uno sguardo alle sfide della missione oggi in Asia: il dialogo interreligioso, l’immigrazione, la globalizzazione, la libertà religiosa, l’urbanizzazione… Nelle serate i partecipanti avranno la possibilità di assistere ad un concerto liturgico in cui si esibiranno cori dei diversi Paesi, ad una serata culturale con presentazioni folkloristiche di ciascuna nazione e di vivere una veglia di preghiera nella notte con la possibilità di confessarsi e di dialogare con alcuni preti disponibili ad un confronto a tu per tu con i giovani (“counselling”).
«Un’attenzione particolare alle diverse provenienze la daremo anche per quanto riguarda il cibo. Un servizio “catering” permetterà di variare cucina e di poter assaggiare portate tipiche dei diversi Paesi».
Sul sito creato apposta per l’evento (www.asianyouthday2009.com) è incominciato il countdown. L’attesa è grande e non solo per Imus e le Filippine.