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La Caritas in Veritate interroga direttamente lo spirito umano di oggi dalla sua altezza della verità di fede. Lo sfondo dell’enciclica è la crisi finanziaria, ma i temi centrali del documento sono Verità e Carità. Quale rapporto esiste fra verità, carità e crisi finanziaria?
La radice della crisi economica che stiamo vivendo va individuata in un consumo irrazionale; il suo prodotto è la crisi della speculazione finanziaria. Nell’arco di tempo in cui il denaro è gestito dalla speculazione finanziaria, un capitale non è finalizzato alla produzione né al consumo, ma il guadagnare denaro diventa suo unico scopo. Tale avarizia fa sì che la speculazione finanziaria prevalga sull’economia sociale, conculcando giustizia e bene comune.
Fin dall’inizio della crisi, economisti e politici, in maniera concorde, hanno chiesto “credibilità”. Ma tale credibilità, così come la giustizia e il bene comune, esigono una base morale: non una qualsiasi, ma una morale amica dell’umanità. In realtà, come dice fin dall’inizio l’Enciclica, la crisi finanziaria rappresenta nient’altro che una crisi morale.
Quella del Papa non è certo l’unica voce che sottolinei questa radice morale della crisi economica. Tuttavia, nell’enciclica Caritas in veritate colpisce la novità dell’approccio su come superare la crisi. Una novità che la distingue da altre correnti di pensiero. L’ideologia liberale, infatti, ha al suo centro il relativismo e il nichilismo dei valori.
La direzione principale dell’enciclica consiste, invece, nella riproposizione di un nuovo umanesimo. Nel campo intellettuale, fino ad oggi, ci si è impantanati in una situazione senza via d’uscita, che affonda le sue radici nell’idea che umanesimo e fede siano fra loro in contraddizione. Se il superamento della crisi finanziaria ha bisogno dell’aiuto della morale, la fede sarà la via d’uscita della società contemporanea, per superare nichilismo e crisi spirituale.
Mentre afferma che la società secolare non possiede la Verità assoluta, l’enciclica propone l’umanesimo cristiano come un criterio di riferimento per lo spirito cinese, sia tradizionale sia moderno.
L’enciclica rappresenta una luce per la situazione della Cina che trova in una situazione difficile. L’economia cinese vive ancora in un periodo, “adolescenziale”, priva com’è di ragione e fedeltà. La “ragione empirica” tradizionale non aiuta la costruzione di una legge. La ragione e la fede, di cui parla l’Enciclica, creano un sistema equilibrato nel cristianesimo. Una morale economica non può avere il profitto come centro; ma solo la fede assoluta, che non può essere scossa.
La corruzione e la lontananza della relazione interpersonale sono altri fenomeni “collaterali” che osserviamo nello sviluppo della Cina di oggi. Entrambi questi problemi riguardano la questione del sistema morale fondato sulla famiglia e la costruzione della società, che, per avere solide basi, dovrebbe poggiare sui pilastri indicati dal Papa: Carità e Verità.
Alla luce di queste considerazioni, si comprende perché la Caritas in veritate potrebbe rappresentare una forza vitale nella costruzione del nuovo sistema morale per lo svilppo della Cina e del mondo.