Ottimo voto dal New York Times, piena promozione dal Figaro, una buona sufficienza dall’Economist. L’Enciclica Caritas in veritate è stata salutata con un’accoglienza favorevole dalla stampa internazionale, sorpresa nell’annotare che il testo vaticano non è né di destra né di sinistra, ma ricalibra l’attenzione dell’economia sui valori fondamentali della dignità della persona e dell’etica sociale.
Il più largo di complimenti è stato – sorpresa - il New York Times con un editoriale di Ross Douthat significativamente intitolato “L’audacia del Papa”. Il commentatore segnala come “la visione del Papa non sia idonea alle normali categorie della politica americana” di democratico o repubblicano, conservatore o progressista. L’enciclica “promuove una visione della solidarietà economia radicata in un conservatorismo morale. Lega la dignità del lavoro alla santità del matrimonio. Loda la distribuzione della sanità mentre enfatizza l’importanza della governante decentralizzata”.
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Dalla Francia arriva anche il plauso del Figaro. Che in un editoriale di Étienne de Montety afferma che il vero dato da sottolineare dell’enciclica è la centralità dell’uomo. “Confidando nell’uomo, nella sua capacità di inventiva e generosità, Benedetto XVI non decreta il migliore dei mondi possibile, ma indica più umilmente i contorni di un mondo migliore”. De Montety fa poi notare un’allusione di Blaise Pascal nell’enciclica laddove il papa afferma che l’uomo “è un tutto di fronte al niente”, facendo eco alla famosa affermazione pasca liana di essere “un niente di fronte all’infinto”.
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L’Economist britannico invece inserisce il suo commento all’enciclica in una più vasta analisi sul rapporto tra religioni ed economia. Definisce la Caritas in veritate “certamente un documento non banale”. Per l’Economist il Papa “propone una via intermedia tra la fede nel progresso scientifico e la nostalgia per un passato più semplice”. Il settimanale della City cita poi lo scrittore catolico Austen Ivereigh per dire: il pontefice rimarca che “non puoi credere nella giustizia sociale se credi anche nell’aborto e nell’eutanasia”.
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