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Padre Renato Kizito Sesana
Padre Renato Kizito Sesana
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Un appello a sostegno di padre Kizito
Un appello scritto dalla Tavola della pace e Amani a sostegno di Padre Kizito, dopo le pesantissime accuse dei giorni scorsi

"Le calunnie lanciate contro di lui sono un attacco insopportabile alla parte migliore di noi." Così la Tavola della pace e Amani motivano l'appello a sostegno del comboniano, che in pochi giorni è stato sottoscritto da oltre cinquecento persone, tra cui moltissimi esponenti dell'associazionismo, laico e religioso, degli enti locali e del mondo dell'informazione. La mobilitazione, sostenuta da MissiOnLine, chiede "che venga fatta immediata piena luce sull'intera vicenda con verità e giustizia" e che Padre Kizito possa continuare il suo lavoro nella comunità di Nairobi, con la serenità di sempre.

Per sottoscrivere l'appello basta andare sul sito www.perlapace.it o inviare una mail a segreteria@perlapace.it.

 

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LA LETTERA DI KIZITO
«Cari amici, grazie a tutti per l'amicizia e la solidarietà»: inizia così il messaggio inviato da padre Renato Kizito Sesana, colpito dall'infamante accusa di abuso di minori, dietro alla quale si nasconderebbe un tentativo di estorsione dei beni e delle strutture che il missionario ha realizzato a Nairobi, in particolare per accogliere bambini e bambine di strada.

«So di non essere colpevole di ciò di cui mi si accusa, ma le false accuse continuano», prosegue Kizito, a cui MissiOnLine (a nome anche del Centro missionario PIME di Milano) ha da subito esprimesso totale vicinanza e solidarietà . «La situazione è estremamente tesa; ciò che è positivo è che la situazione si sta chiarendo, e gli accusatori cominciano a fare qualche passo falso in una campagna che finora è stata orchestrata benissimo», spiega Kizito facendo riferimento alla campagna diffamatoria partita con un servizio mandato in onda sulla televisione privata Kenya Television Network.

«Un altro aspetto positivo è che adesso la situazione di Koinonia è legalmente chiara (lo era sempre stata, ma qualcuno ha cercato di creare confusione) e saldamente in mano ai trustees e al comitato esecutivo, e le case per i bambini e le varie istituzioni stanno riprendendo a funzionare regolarmente, anche se certamente i bambini hanno sofferto e continuano a soffrire molto», racconta il missionario, in Kenya da oltre vent’anni.

«La campagna è ormai personale, contro di me, forse perché chi l'ha iniziata non ha altra speranza che distruggermi completamente per poter poi avanzare dei presunti diritti sulle proprietà di Koinonia, o per dimostrare di avere ragione. Anche la stazione televisiva implicata non ha scelta se non di dimostrare ad ogni costo le varie accuse o di ritrattare tutto», continua padre Kizito.

Nonostante tutto sono tranquillo e sono contento di essere tornato. Tantissima gente anche qui mi manifesta affetto e solidarietà. Voglio andare fino alla fine e voglio continuare al servizio dei poveri. Un servizio che, come ho sempre detto, faccio per le mia fede in Dio e nella bontà insita in ogni persona, non per cercare riconoscenza e riconoscimento. Ancora grazie per la vostra solidarietà e per le vostre preghiere».

 

Leggi la dichiarazione che il missionario ha depositato presso la stazione di Polizia di Kilimani, a Nairobi

 

Leggi alcune tra le moltissime dichiarazioni di solidarietà ricevute da padre Kizito, tra cui quella degli ex alunni del Kivuli Centre

 

Leggi il comunicato delle riviste missionarie italiane

Leggi il comunicato dell'associazione Amani
L'associazione ha creato anche un'apposito indirizzo di posta elettronica, per chi volesse mandare messaggi di solidarietà a padre Kizito: l'indirizzo è messaggi@amaniforafrica.org

Leggi la dichiarazione dei vescovi del Kenya (in inlgese)

Guarda il TG3 del 18 giugno con un servizio dedicato alla vicenda di padre Kizito

 

 

 

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